Doppia sfida di Donald Trump alla Corte Suprema. Il presidente americano ha avviato – come riporta Abc News – la procedura per licenziare Lisa Cook dal board della Federal Reserve a poche settimane dalla sentenza che ne ha bloccato il siluramento. Ma Trump, con due ordini esecutivi, ha anche rilanciato la battaglia contro lo ius soli, il diritto di cittadinanza per nascita negli Stati Uniti, sul quale era già stato sconfessato dai giudici costituzionali a fine giugno.
Trump la settimana scorsa avrebbe comunicato a Cook, tramite una lettera, che il presidente sta «valutando» la sua rimozione. La mossa arriva dopo la sentenza storica della Corte Suprema che, per tutelare l’indipendenza della banca centrale, ha messo limiti ai poteri di intervento del presidente nella Fed (dopo mesi di attacchi all’ex presidente Jerome Powell). La Corte ha inoltre stabilito che Cook può mantenere il suo incarico mentre si difende dalle accuse, di frode su un mutuo per la casa, avanzate dall’amministrazione repubblicana. Cook – prima donna afroamericana nel board della Fed – ha sempre negato le accuse, definendole «un pretesto» per rimuoverla a causa di divergenze sulla politica monetaria. Trump tuttavia – secondo fonti sentite da Abc News – ha avviato la procedura formale per arrivare comunque al licenziamento.
Il presidente americano, insistendo su una delle sue battaglie contro l’immigrazione, è tornato a sfidato la Corte Suprema per limitare il diritto di cittadinanza a molti bambini nati sul suolo nazionale da genitori non americani. «Hanno fatto della cittadinanza per diritto di nascita una barzelletta», ha detto Trump al momento della firma.
Il primo ordine mira ad ampliare le categorie di persone che non possono diventare cittadini americani per diritto di nascita: considera infatti i neonati non idonei alla cittadinanza se i loro genitori «sono nemici stranieri degli Stati Uniti, membri di organizzazioni terroristiche straniere e fanno parte di ampie categorie di persone che svolgono attività di lobbying e agiscono per conto di governi stranieri». Il secondo provvedimento ordina ai dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna di adottare misure per limitare gli ingressi agli stranieri che hanno l’obiettivo specifico di far nascere negli Stati uniti i propri figli. «La pratica del turismo delle nascite è da ora vietata», ha dichiarato dallo Studio Ovale Stephen Miller, il riferimento della destra al potere su confini, immigrazione e cittadinanza.
Non è chiaro come queste restrizioni potranno essere messe in atto. Nel 2024, secondo gli ultimi dati governativi raccolti dal Migration Policy Institute, sono nati negli Usa 9.600 bambini da madri arrivate dall’estero, ma secondo molti esperti il fenomeno potrebbe superare i 22mila bambini all’anno. Un numero comunque irrilevante rispetto ai 3,6 milioni di nascite registrate negli Stati Uniti l’anno scorso.
