Easyjet respinge ancora l’offerta di Castlelake ma lascia la porta aperta

La compagnia aerea low cost britannica EasyJet ha respinto un’ulteriore offerta da parte degli investitori statunitensi guidati da Castlelake. La proposta, migliorata a 6,50 sterline per azione rispetto alle precedenti 6,25 sterline, valuta il gruppo circa 4,95 miliardi di sterline.

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Si tratta della quarta volta che il vettore rifiuta l’offerta. Tuttavia, a differenza delle occasioni precedenti, il consiglio di amministrazione della compagnia ha lasciato aperta la porta a possibili sviluppi, dichiarandosi disponibile a valutare una proposta economicamente più elevata. EasyJet ha inoltre richiesto una proroga del termine per la presentazione dell’offerta vincolante fino al 5 luglio, segnale che l’opposizione all’operazione potrebbe gradualmente attenuarsi.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il titolo EasyJet guadagna oltre il 6% in Borsa. La compagnia ha comunque ribadito di trovarsi in una «posizione di forza» e di nutrire ancora perplessità sulla struttura proprietaria e sulla concreta fattibilità di un’eventuale acquisizione da parte di Castlelake.

La società di investimento americana ha riunito una cordata in cui il 49% del capitale sarebbe detenuto da Castlelake e da alcuni co-investitori, tra cui Brookfield Asset Management, mentre il restante 51% farebbe capo a cittadini dell’Unione Europea, compresi alcuni ex dirigenti della compagnia come Peter Bellew e Mark Breen. La struttura è stata studiata per superare le restrizioni che limitano il controllo delle compagnie aeree europee da parte di investitori extra-Ue.

In quanto società statunitense, Castlelake non può infatti assumere il controllo di maggioranza di un vettore europeo, rendendo necessaria la presenza di partner comunitari.

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