Grazie al solido andamento del business che ha saputo intercettare al meglio una favorevole condizione dei prezzi delle commodity, Eni chiude il test dei conti, battendo le attese degli analisti, con un incremento a doppia cifra dei principali indicatori economico-finanziari e rivede al rialzo alcuni target, a cominciare dalle stime di crescita della produzione oil&gas in un intervallo compreso tra 6 e 7% (rispetto al precedente obiettivo del 5%) e la previsione annuale di flusso di cassa (16,5 miliardi) con un gearing proforma (la leva finanziaria) ai massimi storici, inferiore all’intervallo 10-15 per cento. E anche il piano di buyback, sostenuto dai risultati, sarà incrementato del 12%, a 3,8 miliardi. Tutti numeri che consentono al gruppo guidato da Claudio Descalzi di distribuire, nel quarto trimestre, un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione.
Il forte incremento degli utili
I risultati di Eni vanno, quindi, in archivio con una decisa crescita, a cominciare dall’utile netto che, nei primi nove mesi, si attesta a 7,6 miliardi (a fronte dei 2,5 miliardi nello stesso periodo del 2025, +202%, mentre nel trimestre l’incremento è del 299%, a 3,2 miliardi). Il dato adjusted, depurato cioè dalle partite straordinarie, è, invece, pari a 6,4% miliardi (+70%, mentre nel terzo trimestre l’aumento è stato del 125%, a 2,8 miliardi). L’utile operativo proforma adjusted è di 14,9 miliardi (+59%) nei primi nove mesi, mentre nell’ultimo trimestre lo scatto in avanti è stato del 100 per cento, da 2,99 miliardi a 5,99 miliardi.
Descalzi: eccellenti risultati
Numeri che fotografano l’ottimo posizionamento del Cane a sei zampe. Non a caso, nel commentare la performance, il numero uno Descalzi parla di «eccellenti risultati» che derivano «dalla forza del nostro modello operativo e dai selettivi investimenti nel nostro portafoglio ampiamente diversificato di asset competitivi. Grazie alla forza dei fondamentali, alle prospettive di crescita in continuo miglioramento e alla performance finanziaria storicamente solida, siamo ben posizionati per continuare ad assicurare ai nostri clienti forniture energetiche sostenibili, sicure e sempre più decarbonizzate».
La straordinaria crescita dell’E&P
Il top manager si sofferma poi sui traguardi conseguiti dai singoli business, a partire dal “motore” del gruppo, l’esplorazione e produzione. «Nel terzo trimestre, E&P ha conseguito nuovamente una straordinaria crescita della produzione organica, pari al 7%, che riflette l’avvio di nuovi progetti, la piena operatività dei nostri asset e i benefici derivanti dall’avvio della JV Searah nel Sud-est asiatico. Nel corso del trimestre abbiamo accelerato una serie di iniziative rilevanti in Sud America, Africa e Sud-est asiatico, che sosterranno la crescita e la generazione di cassa per gli anni a venire -aggiunge Descalzi-. Infine, grazie alle nostre eccellenti attività di esplorazione, quest’anno abbiamo scoperto 1,23 miliardi di barili di nuove risorse di idrocarburi, un risultato ampiamente superiore al nostro obiettivo di budget, riducendo al contempo i costi di esplorazione».
Gearing ai minimi storici e dividendo straordinario nel quarto trimestre (46 cent)
Quanto agli altri business, Descalzi sottolinea «che, oltre alla crescita nell’upstream e ai risultati stabili nelle nostre attività gas, power e nella raffinazione, stiamo conseguendo performance superiori alle nostre aspettative nei business della transizione, che contribuiscono sempre di più alla diversificazione degli utili del gruppo. L’aumento di capitale e la nuova governance di Plenitude consentiranno a questa società satellite di crescere in modo autofinanziato, mitigando l’esposizione del gruppo». Grazie ai business strategici, all’esecuzione industriale e all’ampia opzionalità a nostra disposizione, chiarisce ancora il ceo, «siamo in grado di generare flussi di cassa solidi e ricorrenti in diverse condizioni di mercato. Sulla base dei nostri fondamentali, delle prospettive di generazione di cassa per l’intero esercizio 2026, con un gearing ai minimi storici, aumentiamo ulteriormente la distribuzione con un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione per azione pagato nel quarto trimestre e incrementiamo nuovamente il buyback a 3,8 miliardi, evidenziando il nostro impegno a condividere la crescita con gli azionisti».
