Raid dell’Arabia Saudita sullo Yemen, 6 morti e 8 feriti
(Raid aerei della coalizione a guida saudita sulla città portuale yemenita di Al-Makhā (Mokha) hanno ucciso sei persone, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Saba, affiliata ai combattenti Houthi antigovernativi. “Sei civili, tra cui due bambini e una donna, sono stati uccisi e altri otto, tra cui un bambino e una donna, sono rimasti feriti”, ha dichiarato Saba. Gli Houthi, combattenti filo-iraniani che fino ad ora controllavano gran parte dello Yemen settentrionale, comprese la capitale Sana’a e Hodeida a ovest, sono avanzati verso sud in pochi giorni, conquistando il porto di Mokha sul Mar Rosso all’inizio di settembre. Hanno poi preso il controllo della costa e delle isole del Mar Rosso, consolidando la loro presenza sullo strategico Stretto di Bab el-Mandeb.
Messico e Francia: no a veto in Consiglio Onu su crimini di massa
Messico e Francia hanno chiesto in una dichiarazione congiunta la sospensione del diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu nei casi di atrocità di massa, inclusi il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra su larga scala. “Messico e Francia accolgono con favore il rinnovato slancio verso la sospensione dell’uso del veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in casi di atrocità di massa, quali genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra su larga scala”, si legge nella dichiarazione pubblicata dal Ministero degli Esteri messicano. Il comunicato ricorda che la dichiarazione politica sulla sospensione del diritto di veto in caso di atrocità di massa era stata presentata per la prima volta da Messico e Francia nel 2015; negli ultimi quattro mesi, ha ottenuto l’adesione di altri 21 Stati provenienti da Africa, America Latina e Caraibi, e Asia: ad oggi, 128 Stati hanno espresso il proprio sostegno tra cui la Gran Bretagna.
Trump all’Onu, tour de force diplomatico con 11 leader mondiali: in agenda guerra Iran e escalation Houti
Donald Trump si appresta ad affrontare nel corso della giornata un fitto programma di incontri con leader provenienti da quattro continenti in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sullo sfondo di un Medio Oriente instabile e di una guerra in Ucraina che dura ormai da quattro anni e mezzo e che non mostra segni di tregua, nonostante i ripetuti tentativi di mediazione da parte del presidente degli Stati Uniti. Trump dovrebbe iniziare la giornata con un discorso rivolto ai delegati riuniti, prima di incontrare non meno di 11 leader mondiali, in incontri bilaterali o di gruppo. Sebbene il contenuto del suo discorso non sia noto, lo scorso anno Trump ha suscitato scalpore con un intervento aggressivo, affermando che i loro paesi stavano «andando all’inferno» a causa, tra le altre cose, della politica climatica e dell’immigrazione di massa.
Nel corso della giornata, Trump incontrerà il primo ministro britannico Andy Burnham, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, la leader ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, la prima ministra danese Mette Frederiksen, il primo ministro della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen e i rappresentanti degli Stati del Golfo. In serata, potrebbe incontrare altre decine di leader, anche se solo brevemente, durante un ricevimento riservato ai capi di Stato.
