Il governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha annunciato le dimissioni del cosiddetto “Comitato d’emergenza”, l’amministrazione guidata dal movimento che governa l’enclave palestinese, dichiarando di aver completato tutte le procedure amministrative necessarie per il trasferimento delle competenze al Comitato nazionale tecnocratico per l’amministrazione di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. Hamas ha affermato in una nota che “tutti i dipendenti pubblici continueranno a garantire i servizi alla popolazione” e si dichiarano “pronti a operare sotto la responsabilità del nuovo organismo”. La decisione ha un valore soprattutto simbolico e appare finalizzata a mostrare la disponibilità del movimento a cedere la gestione amministrativa della Striscia al comitato nazionale, in linea con il piano in 20 punti per Gaza promosso dal presidente americano Donald Trump.
Israele: sciogliere governo di Hamas non è soluzione
La decisione di Hamas di sciogliere il proprio governo a Gaza e di sostituirlo da un comitato di tecnocrati “non è una strada verso la soluzione, perché ciò che Hamas sta cercando di fare è copiare il modello di Hezbollah, cioè rendersi la vita più facile”, ha dichiarato oggi George Deek, Direttore del Dipartimento per l’Europa meridionale e Inviato speciale di Israele presso il mondo cristiano nel corso di un briefing con una delegazione di giornalisti italiani al ministero degli Esteri israeliano.
“Non è una strada verso la soluzione, perché ciò che Hamas sta cercando di fare è copiare il modello di Hezbollah, cioè rendersi la vita più facile. Non è contrario ai loro desideri; è esattamente quello che vogliono. Perché dovrebbero occuparsi delle fognature e della ricostruzione, del pagamento degli stipendi, dell’assistenza alla popolazione civile e della riscossione delle tasse?”, ha dichiarato Deek, rispondendo ad una domanda di askanews, sostenendo che il loro obiettivo principale è quello militare.
“Questa soluzione non servirà a nulla, se non a rafforzare Hamas, perché avrà meno denaro da destinare alle esigenze civili, a beneficio della popolazione di Gaza, e più denaro da investire nelle infrastrutture del terrorismo”, ha proseguito il funzionario israeliano.
“Per questo l’unica strada per la ricostruzione e per creare un futuro migliore per la popolazione di Gaza passa attraverso il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza. Se queste condizioni saranno soddisfatte, allora potremo andare avanti” ha specificato Deek, osservando come questa sia una posizione condivisa anche dal Board of Peace e dall’alleato statunitense.
