Hantavirus, Rezza: «Quattro italiani asintomatici». Cinque francesi rimpatriati con volo sanitario. La MV Hondius entra nel porto spagnolo di Granadilla

La nave da crociera MV Hondius, a bordo della quale è stato rilevato un focolaio di hantavirus, è arrivata stamattina al porto di Granadilla de Abona, nel sud dell’isola spagnola di Tenerife, nelle Canarie. Secondo quanto riferito dalle autorità la nave dovrà restare sul posto al fine di consentire l’evacuazione dei passeggeri e di parte dell’equipaggio prima di proseguire la sua rotta verso i Paesi Bassi.

I media transalpini hanno informato che cinque passeggeri francesi saranno rimpatriati “con un volo medico oggi” e messi “in quarantena ospedaliera per 72 ore”, hanno annunciato domenica i ministeri della sanità e degli affari esteri. L’hantavirus viene in genere trasmesso da roditori infetti, il più delle volte attraverso le loro urine, feci e saliva.

Ma gli esperti hanno confermato che la variante del virus rilevata a bordo della nave, l’hantavirus andino, era un ceppo raro che può essere trasmesso da uomo a uomo con un periodo di incubazione fino a sei settimane.

Sull’Hantavirus è tornato anche l’epidemiologo e professore di Igiene al San Raffaele di Milano, Giovanni Rezza, secondo cui non è preoccupante la decisione di isolare i quattro residenti in Italia. Le quattro persone isolate in Italia «sono tutte asintomatiche, sane e sembra che non abbiano avuto contatti stretti e prolungati con la persona malata, rimasta a bordo pochi minuti. Le misure sono giuste, ispirate alla massima precauzione. In generale il rischio globale legato all’Hantavirus rimane molto basso». In un’intervista a la Repubblica Rezza spiega che molto probabilmente non c’è il rischio di un’altra pandemia come il Covid «in quanto non è stata dimostrata la trasmissione pre sintomatica – osserva – e inoltre essendo l’Hantavirus molto aggressivo i malati vengono facilmente identificati e isolati. Non sono quindi in grado di trasmettere l’infezione, che tra l’altro fatica di più a passare da una persona all’altra».

Quanto ai tipi di Hantavirus, «abbiamo quelli europei, che danno sindromi renali con una letalità dall’1 al 10%, e quelli americani, come in questo caso, che invece danno sindromi polmonari gravi con una letalità superiore al 30%». In un’intervista a La Stampa, l’epidemiologo comunque ribadisce che «le possibilità di propagazione, in particolare da noi, sono pressoché nulle». «Fino ad oggi – dice – non si sono mai riscontrati casi di trasmissione da persone asintomatiche». Rezza, inoltre, si sente di escludere che il virus sia mutato «perché il ceppo circolato sulla nave è stato tempestivamente sequenziato nei laboratori svizzeri e le mutazioni emerse sono veramente minime e tali da escludere una trasmissione da persona positiva ma asintomatica». La “sorveglianza attiva” richiesta dal Ministero alle regioni interessati per l’epidemiologo può bastare: «Nelle condizioni date non c’era proprio alcun motivo di imporre misure più restrittive che finirebbero solo per generare un allarme ingiustificato tra la popolazione. E dopo la drammatica esperienza del Covid non ne sentiamo la necessità».

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