Il giorno della verità di Volkswagen: ipotesi chiusura per quattro fabbriche in Germania dal 2031

Il giorno della verità per Volkswagen. O forse sarebbe meglio dire “un nuovo” giorno della verità per la casa di Wolfsburg. Dopo la ristrutturazione pesante, ma concordata, di fine 2024, oggi ne potrebbe arrivare un’altra, ancora più dura. Secondo indiscrezioni che sulla stampa tedesca si rincorrono da settimane, il gruppo starebbe pianificando la chiusura di quattro stabilimenti in Germania tra il 2031 e il 2034, nell’ambito di un ampio piano di ristrutturazione volto a rilanciare la redditività del gruppo.

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Quattro stabilimenti a rischio

Secondo Spiegel, la produzione negli impianti di Zwickau (che alla fine del 2024 era stato destinato alla riconversione) ed Emden cesserebbe a partire dal 2031, seguita dallo stabilimento dei veicoli commerciali di Hannover nel 2032 e da quello Audi di Neckarsulm nel 2034. Nei quattro siti lavorano complessivamente circa 40mila dipendenti. Il piano prevederebbe il taglio di 50mila posti di lavoro entro il 2030, che si sommano agli altri 50mla in tutto il mondo già annunciati in passato.

L’amministratore delegato Oliver Blume presenterà oggi il progetto al consiglio di sorveglianza (alle 14:30), dove si scontrerà con i sindacati. La presidente del comitato aziendale, Daniela Cavallo, ha parlato di «minacce irresponsabili» che saranno «contrastate con tutte le forze». Manifestazioni sono previste in tutti gli stabilimenti del Paese.

Anche il Governo della Bassa Sassonia, che detiene il 20% dei diritti di voto, e insieme ai sindacati ha potere di veto, si è detto contrario a soluzioni “facili”. Il primo ministro Olaf Lies (Spd) e la sua vice dei Verdi, Julia Willie Hamburg, nelle ultime settimane si sono schierati contro la chiusura degli stabilimenti.

Altri seggi nel consiglio di amministrazione sono occupati dalla famiglia miliardaria Porsche e Piech e dalla Qatar Investment Authority

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