Il rafforzamento di Aspides lunedì sul tavolo dei ministri della Difesa Ue

BRUXELLES – Un eventuale rafforzamento della missione europea Aspides sarà al centro delle discussioni che i ministri della Difesa avranno lunedì 28 settembre, a Bruxelles. Le pressioni per inviare nuove navi e nuovi uomini nel Mar Rosso, pur di garantire il transito nello Stretto di Bab el-Mandeb, giungono in particolare dall’Italia. L’esito della riunione resta incerto. Molti Paesi membri sono consapevoli di quanto il passaggio marittimo sia cruciale, ma mancano di mezzi.

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A metà mese, il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera all’Alta Rappresentante Kaja Kallas per chiedere rinforzi nel Mar Rosso. L’ex premier estone ha fatto propria la richiesta italiana, esortando i Ventisette in una missiva del 19 settembre ad aumentare la presenza «in modo sostanzioso». Paesi membri sono a turno presenti nella regione, con in tutto due navi. A guidare l’operazione è la Grecia. Oggi l’Italia ha sul posto una fregata, a cui potrebbero aggiungersi due cacciamine.

I timori

La paura del governo italiano è di non riuscire con i mezzi attuali a contrastare gli attacchi degli Houthi, il gruppo sciita appoggiato dall’Iran. Secondo le informazioni raccolte a Bruxelles, c’è sensibilità al tema, ma molti partner europei appaiono restii ad impegnarsi maggiormente. Nelle prime interlocuzioni a livello diplomatico qui a Bruxelles, i Paesi membri non hanno reagito oltre misura allo scambio di lettere.

Spiega un diplomatico: «Al di là della questione mezzi, alcuni governi dopo i recenti attacchi degli Houthi hanno deciso per motivi di sicurezza di rivedere la loro esposizione». Un funzionario europeo ha detto comunque di sperare in «progressi» lunedì. Il Belgio sarebbe disposto a mettere a disposizione una nave. È possibile che la Francia e l’Olanda possano fare altrettanto. Attualmente Parigi ha nella regione due imbarcazioni, tendenzialmente presenti sotto allo Stretto di Hormuz, epicentro del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Il passaggio nel Mar Rosso

Lo Stretto di Bab el-Mandeb è tradizionalmente importante perché via il Canale di Suez permette di evitare la circumnavigazione dell’Africa per le navi dirette in Europa o in Asia. Si calcola che dal braccio di mare tra lo Yemen e il Gibuti passi il 10% del commercio mondiale. Secondo i dati della US Energy Information Administration, nel 2023 è transitato da Bab el-Mandeb il 12% del petrolio commerciato via nave e l’8% del gas liquefatto oggetto di import-export.

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