Incendi, perché l’allerta sullo smartphone non basta

Secondo Novillo, le attività di formazione organizzate da vigili del fuoco e Protezione civile, comprese le visite nelle scuole, rappresentano un passo importante ma non sono sufficienti perché le procedure vengano realmente interiorizzate. Ritiene che servirebbero programmi di educazione all’emergenza calibrati sulle caratteristiche dei singoli territori, affinché i cittadini sappiano già come reagire quando arriva un’allerta.

Il tema riguarda anche l’organizzazione istituzionale. In Spagna la gestione degli incendi è affidata a un sistema fortemente decentrato, nel quale comunità autonome, province e comuni esercitano competenze differenti. Un modello che permette di adattare la risposta alle caratteristiche del territorio ma che, al tempo stesso, può complicare il coordinamento quando l’emergenza supera i confini amministrativi. La conseguenza, sostengono gli esperti, è che le campagne di prevenzione si concentrano spesso sui comportamenti da evitare – come non gettare mozziconi di sigaretta o mantenere pulite le aree boschive – mentre resta meno sviluppata l’informazione su come comportarsi quando un incendio è già in corso.

Il modello italiano: pianificazione e IT-Alert

L’Italia, pur mantenendo un’organizzazione decentrata, ha costruito un sistema coordinato tra i diversi livelli istituzionali. Il Dipartimento della Protezione civile, le Regioni e gli enti locali condividono infatti competenze nella gestione degli incendi boschivi, mentre ogni Regione è tenuta per legge a predisporre un proprio Piano Antincendi Boschivi (AIB).

I Piani AIB individuano le aree a maggiore rischio, definiscono le procedure di evacuazione, stabiliscono i canali di comunicazione durante le emergenze e disciplinano il coordinamento tra vigili del fuoco, volontari della Protezione civile e amministrazioni locali. Nelle regioni più esposte, come Sardegna e Sicilia, durante la stagione estiva la pianificazione viene ulteriormente rafforzata attraverso bollettini dedicati al rischio incendi e allerte periodiche quando le condizioni meteorologiche fanno aumentare la probabilità di nuovi roghi. L’obiettivo è mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere il livello di rischio prima ancora che l’emergenza si manifesti.

A questo sistema si è aggiunto IT-Alert, il servizio nazionale di allarme pubblico che invia notifiche geolocalizzate direttamente ai telefoni cellulari presenti nelle aree interessate da un’emergenza. Uno strumento che, come sottolineano gli esperti, rappresenta un tassello della strategia di prevenzione, ma non può sostituire la conoscenza del territorio e delle procedure di sicurezza.

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