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Secondo Axios, la bozza estende il cessate il fuoco anche al Libano, con Netanyahu che esprime preoccupazione. Dopo la firma dell’accordo si terrebbero negoziati sul programma nucleare iraniano
Axios, accordo prevede 60 giorni di tregua anche in Libano. Netanyahu esprime preoccupazione
L’accordo che gli Stati Uniti e l’Iran sono in procinto di firmare prevede una proroga del cessate il fuoco di 60 giorni, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il proprio petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense che ha fornito una descrizione dettagliata della bozza. Durante il periodo di 60 giorni, lo Stretto di Hormuz verrà aperto senza pedaggi e l’Iran acconsentirà a rimuovere le mine che ha dispiegato nello stretto per consentire alle navi di passare liberamente. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco sui porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni per consentire all’Iran di vendere liberamente il petrolio. La bozza di memorandum d’intesa chiarisce anche che la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano finirebbe, aggiunge Axios. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe espresso preoccupazione riguardo a tale condizione durante una telefonata con Trump sabato, ha detto un funzionario israeliano. Ha inoltre espresso preoccupazioni su altri aspetti dell’accordo, ma ha esposto le sue ragioni in modo rispettoso e deferente, ha spiegato un funzionario statunitense. Il funzionario statunitense ha affermato che non si tratterebbe di un «cessate il fuoco unilaterale» e che, se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire per impedirlo. «Se Hezbollah si comporta bene, Israele si comporterà bene».
Nyt: Teheran rinuncia a scorte uranio. Pasdaran: «Non c’è alcun impegno, propaganda»
Uno degli elementi chiave dell’accordo proposto tra l’Iran e gli Stati Uniti è l’apparente impegno da parte di Teheran a rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi, secondo le quali che la proposta non ha risolto la questione di come esattamente l’Iran cederà le proprie scorte, rimandando i dettagli a un prossimo ciclo di colloqui sul programma nucleare iraniano.
In risposta a un post di Donald Trump sui social, l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando le Guardie Rivoluzionarie, afferma che le informazioni circolate a proposito dell’accordo imminente sono propaganda e che non è stato preso alcun impegno in merito al programma nucleare di Teheran. Lo scrive Al-Jazeera. «Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l’Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase», ha riportato Fars.
