Iran, raid Usa su Larak. Teheran attacca la Giordania. Petroliera in fiamme a Hormuz

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Si riaccende il conflitto nel Golfo. Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran sostengono che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituiscono un «atto di aggressione»

Pezeshkian, «non vogliamo la guerra ma risponderemo alle aggressioni»

“Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori”, ha detto questa mattina il presidente Masoud Pezeshkian, citato dall’Irna, in reazione al recente attacco americano all’Iran. “L’instabilità nella regione non è nell’interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti” ha aggiunto.

Iran, superpetroliera «urta una mina e prende fuoco» nello Stretto di Hormuz

La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha dichiarato oggi in un comunicato che “una superpetroliera che aveva violato le norme ha preso fuoco in modo terribile dopo aver urtato due mine marine”.

Centcom, «l’attacco su Larak non è stato aggressione ma difesa»

Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un ’atto di aggressione’. Tale affermazione è assolutamente falsa”. Lo scrive il Comando centrale americano sul suo account X, spiegando che l’attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata “un’azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz”.

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