La Cina punta sul dialogo in un «anno decisivo» nei rapporti con gli Stati Uniti

Il ministro degli Esteri cinese ha detto che «il mancato confronto porterebbe solo a incomprensioni, con il rischio di un’escalation verso lo scontro»

dal nostro corrispondente Marco Masciaga

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante una conferenza stampa domenica a Pechino in occasione della Quarta sessione del 14esimo Congresso nazionale del popolo

NEW DELHI – Domenica mattina, nel corso di un’attesa conferenza stampa, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha sottolineato la necessità di dialogare con gli Stati Uniti e, pur senza confermare la visita di Stato di fine mese a Pechino del presidente americano Donald Trump, ha detto di sperare che il 2026 sarà un «anno decisivo» nei rapporti tra i due Paesi.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Wang ha criticato la decisione di Stati Uniti e Israele di attaccare l’Iran («questa è una guerra che non doveva scoppiare») e ha chiesto un immediato cessate il fuoco. Ma, allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di un dialogo con gli Usa, lasciando intendere come – nonostante le operazioni di regime change portate avanti dagli americani nei confronti di due alleati della Cina come Iran e Venezuela – la priorità di Pechino rimanga la stabilizzazione dei rapporti con Washington.

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