(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un avvio di settimana da incorniciare per le Borse europee, tutte all’insegna dei rialzi sull’onda dell’accordo tra Stati Uniti e Iran annunciato nella notte di domenica, e con il relativo crollo del prezzo di gas e petrolio (Brent -5,2% a circa 82 dollari al barile, Wti -5,9% sotto gli 80 dollari). Così, dopo aver aggiornato venerdì il massimo storico in chiusura, conquista nuove vette il FTSE MIB e tocca per la prima volta il traguardo dei 52mila punti. Brillanti anche le altre piazze d’Europa: CAC 40, DAX 40, IBEX 35, AEX . «L’accordo con l’Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti», ha sintetizzato nella notte il presidente Usa Donald Trump, specificando che l’intesa ufficiale sarà siglata a Ginevra venerdì 19 giugno. A dare notizia dell’accordo, inizialmente, è stato il premier pakistano, Shahbaz Sharif. L’annuncio era tutt’altro che scontato, considerando che nella stessa giornata Israele ha nuovamente attaccato il Libano, mettendo a rischio le trattative. Ad ogni modo la firma prevista venerdì prossimo non rappresenta un accordo definitivo di pace, bensì una sorta di memorandum d’intesa destinato ad aprire negoziati più approfonditi nei successivi 60 giorni.
L’attenzione si sposta ora sull’andamento del greggio e, di conseguenza, sull’inflazione, osservata speciale delle banche centrali e in particolare della Federal Reserve. Domani e dopodomani si riunirà il Fomc, per la prima volta sotto la guida di Kevin Warsh. Gli economisti si attendono una conferma dell’attuale livello dei tassi, ma seguiranno con attenzione le parole del nuovo presidente per cogliere eventuali indicazioni sull’orientamento futuro della politica monetaria. Domani si riunirà anche il consiglio direttivo della Bank of Japan, che secondo le previsioni dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base. Giovedì sarà invece la volta della Bank of England, dalla quale non sono attese modifiche alla politica monetaria.
A Milano corrono Stellantis e Ferrari, giù i petroliferi
A Piazza Affari la seduta è di rialzi quasi generalizzati. Spiccano tra gli altri i balzi di Stellantis e Ferrari, forte del trionfo di Hamiltion di ieri al Gp di Barcellona. Bene anche Buzzi e Nexi. Tonico in generale l’andamento dei bancari, in particolare quello di Banco Bpm – in attesa di possibili novità sul risiko dal cda di domani – e Unicredit, che stamattina ha risposto alle insinuazioni di Commerzbank in merito all’Opa. La banca ha annunciato di aver portato tali questioni all’attenzione della Bafin tedesca, richiedendo “opportune verifiche” sulle dichiarazioni di Commerzbank, in particolare “della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder”. Bene anche il lusso, influenzato in positivo dai segnali di apertura in Medio Oriente: brilla in primis Brunello Cucinelli. In sofferenza in scia all’andamento ribassista di petrolio e gas i titoli oil, con Eni , Tenaris e Saipem .
Euro a 1,16 dollari, giù petrolio e gas
Sulla piazza di Amsterdam il future del gas Ttf di luglio cede a quota 44 euro al megawattora. Petrolio Brent scivola sugli 82 dollari al barile nel contratto agosto, corrispettivo di luglio del Wti a 79 dollari. Sul mercato valutario, l’euro si rafforza a 1,16 dollari, rispetto agli 1,1581 della chiusura di venerdì. La moneta unica vale inoltre 185,8 yen (da 185,5), mentre il cambio dollaro/yen si attesta a quota 160 (da 160,2). In rialzo anche il bitcoin, che guadagna oltre il 3% a 65mila dollari. L’oro spot in rialzo torna sopra quota 4.300 dollari l’oncia, dopo aver toccato il suo minimo da 3 mesi la settimana scorsa a 4.023 dollari l’oncia. Bene anche l’argento spot, di nuovo a 70 dollari l’oncia, dopo i recenti minimi a 61,5 dollari.
Spread in calo a 71 punti
Rendimenti in discesa sul mercato secondario dei titoli di Stato dell’Eurozona dopo l’annuncio dell’accordo per la fine delle ostilità in Medio Oriente tra Usa e Iran. Il BTp decennale di riferimento, scadenza 1 febbraio 2036, mostra in avvio un rendimento del 3,67%, in calo dal 3,73% di venerdì sera in chiusura. Il differenziale con il rendimento del Bund tedesco a 10 anni rientra a 71 punti dai 73 di venerdì sera.
