L’ex magnate immobiliare Benko ai domiciliari con braccialetto elettronico

Un’ora di tempo libero al giorno, tre nei fine settimana. Sì alle visite dei familiari, nessuna prescrizione per andare dall’avvocato di fiducia, via libera all’affidamento in prova ai servizi sociali ma divieto assoluto di entrare in contatto, anche in modo indiretto, con «persone specificatamente coinvolte nel gruppo Signa o della Fondazione Ingbe», ufficialmente gestita dalla madre.
Sono le prescrizioni che il Tribunale di Innsbruck ha messo nero su bianco concedendo all’ex magnate immobiliare 49enne René Benko la possibilità di lasciare il carcere del capoluogo tirolese, dove era detenuto da 20 mesi per il crack del gruppo Signa di cui era a capo, per la custodia agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in un appartamento di 60 metri affittato in un quartiere elegante di Innsbruck.

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«A casa Benko avrà modo di prepararsi in modo approfondito al prossimo processo e di affrontare con cognizione di causa anche le altre accuse emerse nel corso delle indagini» ha dichiarato il difensore dell’ex magnate dell’immobiliare, Norbert Wess. La procura per i reati economici e la corruzione di Vienna sta però ancora indagando su Benko al centro di altre 12 inchieste collegate al mega crack Signa. A novembre Benko dovrà ancora comparire davanti al tribunale per truffa aggravata e un altro filone di presunti sottrazioni di beni alla massa creditizia.
In Austria ci sono attualmente 1.863 persone in custodia cautelare: solo un altro imputato, oltre a Benko, è in custodia cautelare domiciliare con il braccialetto elettronico.

In due processi distinti il tirolese è stato condannato a Innsbruck per il crack miliardario del gruppo Signa. Secondo Forbes, il patrimonio dell’austriaco nell’estate 2023, prima della caduta del ’re Mida’, ammontava a 5,5 miliardi di euro. Anche la Procura di Trento ha indagato a lungo su alcune operazioni immobiliari dell’austriaco nel nord Italia.

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