Liechtenstein, il principe pone il veto alla riforma per rendere legale l’aborto

Il principe ereditario del Liechtenstein, Alois, ha posto il veto a una proposta di legge che avrebbe liberalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel principato, allineando la normativa a quella di gran parte dei Paesi europei. Si tratta della prima volta che Alois ricorre a questo potere durante il suo regno. Lo riporta il Guardian.

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Il provvedimento era stato approvato dal Parlamento il mese scorso, dopo il lancio di un’iniziativa popolare che aveva raccolto oltre 4.970 firme, circa un quarto degli elettori del Paese secondo quanto riportato dal quotidiano britannico. Un risultato ampiamente superiore alle mille sottoscrizioni necessarie per portare la proposta all’esame parlamentare.

La riforma prevedeva la depenalizzazione dell’aborto entro le prime 12 settimane di gestazione, la copertura della procedura da parte dell’assicurazione sanitaria e l’abolizione del divieto nazionale di diffondere informazioni sull’accesso all’interruzione di gravidanza.

Il veto rappresenta una battuta d’arresto per gli attivisti che chiedono di modificare una delle legislazioni più restrittive d’Europa in materia. In Liechtenstein, infatti, l’aborto è consentito soltanto in circostanze limitate, per esempio quando la vita della donna è in pericolo o quando la gravidanza è conseguenza di uno stupro. Dal 2015 le donne possono tuttavia recarsi legalmente all’estero per interrompere la gravidanza.

La casa reale ha confermato questa settimana la decisione del principe di negare la propria sanzione al disegno di legge. In una nota, Alois ha spiegato di essere giunto alla conclusione, «dopo un’attenta valutazione», che la riforma non fosse compatibile con «la garanzia di una tutela adeguata della vita nascitura, intesa come valore giuridico fondamentale».

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