Il settore auto è in affanno Michelin si difende: il produttore francese archivia il primo semestre con ricavi in calo del 2,6% su base reported a 12,7 miliardi di euro, ma in aumento dello 0,5% a cambi costanti.
La strategia
Il positivo effetto prezzo/mix (+0,9%) – spiega la società in una nota di Michelin – è stato trainato da un miglior mix di prodotti e dal forte slancio del marchio Michelin, le cui vendite sui mercati del ricambio sono aumentate del 5% in termini di volumi. L’effetto volumi (-0,9%) riflette invece il calo registrato nel segmento del primo equipaggiamento e nei marchi di fascia Tier-3. Il favorevole effetto di perimetro è legato alle acquisizioni di Cooley Group e Flexitallic.
La redditività
L’utile operativo di segmento, che rappresenta il risultato complessivo delle principali divisioni operative di Michelin, ha raggiunto 1,45 miliardi, pari all’11,4% del fatturato, rispetto all’11,1% del primo semestre 2025, in crescita del 7% a perimetro e cambi costanti. L’utile netto si attesta in calo dell’8,8% a 766 milioni di euro “in un contesto economico turbolento”. Il free cash flow prima delle operazioni di M&A è stato positivo per 282 milioni, con un miglioramento di 384 milioni rispetto al primo semestre del 2025. Il rapporto di indebitamento, pari al 26%, “conferma la solidità della posizione finanziaria del Gruppo”. La società, pur in un contesto economico e geopolitico che rimane incerto, «conferma le proprie previsioni per l’intero esercizio, puntando a una crescita dell’utile operativo di segmento a perimetro e cambi costanti rispetto al 2025 e a un free cash flow prima delle operazioni di M&A superiore a 1,6 miliardi di euro».
