(Il Sole 24 Ore Radiocor)– Novo Nordisk sotto pressione alla Borsa di Copenaghen nel giorno in cui il management del gruppo farmaceutico danese incontra a Londra la comunità finanziaria internazionale per presentare il piano industriale al 2030.
La società prevede, dal 2026 al 2030, una crescita annua dei ricavi in linea con quella dei concorrenti, mentre il margine operativo è atteso stabile. Indicazioni che sembrano non aver soddisfatto pienamente le aspettative degli investitori, in una fase in cui Novo Nordisk è alle prese con una crescente pressione competitiva nel mercato dei farmaci contro l’obesità. Nel corso dell’incontro con gli analisti, i vertici del gruppo hanno delineato una strategia volta a rafforzare la pipeline e, soprattutto, a diversificare le fonti di crescita. L’obiettivo è generare oltre 150 miliardi di corone danesi di ricavi entro il 2035 dai farmaci attualmente in fase di sviluppo. Nel 2025 il gruppo aveva registrato ricavi per 309,06 miliardi di corone. «È arrivato il momento di diversificare ulteriormente l’azienda», ha spiegato l’amministratore delegato Mike Doustdar, sottolineando che Novo Nordisk continuerà a rafforzare il portafoglio nel diabete e ad ampliare la pipeline nell’obesità, ma punterà contemporaneamente su nuove aree terapeutiche. Tra queste figurano le malattie ematologiche ed endocrine, le patologie epatiche e quelle cardiovascolari.
La sfida comunque rimane soprattutto sui gettonati farmaci per il diabete utilizzati contro l’obesità. La nuova strategia è stata annunciata proprio mentre il gruppo danese sta perdendo terreno su tale tipo di farmaci a favore della statunitense Eli Lilly, diventata leader di mercato delle terapie iniettabili. Novo NOrdisk, però, ha di recente presentato un nuovo farmaco orale, che sta ottenendo riscontri positivi e sul quale Novo Nordisk punta per recuperare parte delle quote perse. Doustdar aveva già dichiarato, prima dell’incontro con gli investitori, che i primi dati lasciavano intravedere la possibilità di una ripresa. Resta tuttavia il problema della pressione sui prezzi e della perdita dell’esclusività della semaglutide, il principio attivo alla base di Ozempic e Wegovy. Il brevetto ha perso l’esclusività in Canada, India, Brasile e Turchia dall’inizio dell’anno, aprendo la strada a versioni più economiche. Negli Stati Uniti e in Europa, invece, la protezione dovrebbe proseguire fino ai primi anni del prossimo decennio. Negli States, però, Novo Nordisk non solamente deve confrontarsi con la concorrenza di Eli Lilly, ma anche con le misure varate dall’amministrazione Trump, volte a ridurre il costo dei farmaci contro l’obesità. Così anche il management del gruppo danese già mette in conto una frenata del 6% per quest’anno delle vendite rettificate negli Stati Uniti (a tassi di cambio costanti). Tra l’altro le difficoltà non riguardano soltanto il business dell’obesità, ma anche altre aree. In particolare, secondo gli analisti, uno studio su un farmaco cardiovascolare sperimentale non ha evidenziato la prevista riduzione del rischio di infarto o ictus. Anche CagriSema, il trattamento di nuova generazione destinato al diabete e all’obesità, ha mostrato un effetto ipoglicemizzante inferiore a quello di tirzepatide, il farmaco sviluppato da Eli Lilly.
Per Novo Nordisk, quindi, la capacità della pipeline di produrre nuovi blockbuster nei prossimi anni diventa un elemento sempre più importante per sostenere la crescita.
Da ricordare che Doustdar, alla guida dell’azienda dallo scorso anno, ha avviato una fase di riorganizzazione che comprende acquisizioni, un rimpasto del consiglio di amministrazione e un piano per la riduzione di 9mila posti di lavoro. Il ceo ha inoltre ribadito l’intenzione di continuare a valutare acquisizioni di asset e tecnologie in grado di rafforzare la pipeline e le attuali aree terapeutiche, escludendo però operazioni di trasformazione di grande portata. Infine, la scorsa settimana il gruppo ha annunciato il cambio di nome in Novo, con l’obiettivo di rafforzare la riconoscibilità del marchio presso i consumatori e competere anche sul piano del brand con Eli Lilly. Novo Nordisk resterà comunque la denominazione legale della società a livello globale.
