Il segretario ha motivato le restrizioni con la necessità di proteggere informazioni classificate e sicurezza operativa. La Pentagon Press Association ha invece denunciato un attacco a una tradizione decennale di accesso dei giornalisti alle aree non riservate dell’edificio.
La stretta era stata preceduta dalla decisione di far lasciare gli uffici interni ad alcune grandi testate tradizionali nell’ambito di un nuovo sistema di rotazione che aveva aperto spazi anche a media più vicini all’amministrazione.
Nel 2026 la questione della trasparenza ha coinvolto anche il Congresso. Il senatore democratico Chris Murphy, membro della commissione Esteri, ha denunciato che il Pentagono gli aveva negato l’accesso alla base americana di Al Udeid, in Qatar. Un funzionario del dipartimento ha richiamato una direttiva firmata da Hegseth il 3 marzo che limita i viaggi nell’area.
Un ufficio per la religione che risponde direttamente a Hegseth
Alla fine di settembre 2026 Hegseth ha creato all’interno del Pentagono un nuovo Office of Religious Affairs, che risponde direttamente al segretario alla Difesa.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno religioso ai militari e il ruolo dei cappellani. Associated Press ha inserito la decisione in un più ampio rafforzamento della presenza della religione nella vita del Pentagono voluto da Hegseth, cristiano evangelico, che ha organizzato funzioni cristiane per i dipendenti e fatto frequenti riferimenti biblici nei propri interventi.
Il Pentagono assicura che il nuovo ufficio non favorirà alcuna confessione. Associazioni che difendono la separazione tra Stato e Chiesa temono invece che le nuove regole possano privilegiare il cristianesimo.
Sotto esame anche gli 80mila militari americani in Europa
La trasformazione voluta da Hegseth non riguarda soltanto l’organizzazione interna. Nel giugno 2026 il segretario alla Difesa ha annunciato una revisione di sei mesi della presenza militare americana in Europa, mentre l’amministrazione Trump chiede agli alleati Nato di assumersi una quota maggiore della propria sicurezza.
Il Pentagono sta studiando diverse opzioni sulla disposizione delle circa 80mila truppe americane presenti in Europa, comprese possibili riduzioni, con l’obiettivo di presentare le alternative a Hegseth entro novembre. La revisione comprende basi, diritti di accesso e sorvolo, cyber, spazio e intelligence e ha alimentato le preoccupazioni europee sul futuro dell’impegno militare americano nel continente.
