Petrolio ai massimi e Borse asiatiche in calo: ecco cosa succede

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le Borse europee viaggiano in ribasso nell’ultima seduta della settimana (venerdì saranno chiusi i listini del Vecchio Continente e quelli cinesi per le festività del primo maggio) con le speranze che si riducono a un lumicino che si possa trovare una soluzione al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riferito da Axios, il presidente americano, Donald Trump, dovrebbe ricevere un briefing sui nuovi piani di potenziale azione militare contro Teheran dai comandanti, a partire dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, a conferma che il tycoon ha in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale. A questo si aggiungono i timori di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz; un binomio che mette le ali al petrolio che incrementa i rialzi. Oltreoceano, i risultati trimestrali, perlopiù positivi, dei big tecnologici hanno offerto solo un conforto limitato agli investitori in attesa della pubblicazione dei risultati di Apple.

Greggio ancora in corsa, Brent tocca 126 $ ai massimi da luglio 2022

Prosegue la corsa del petrolio che continua a risentire delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Se da un lato infatti il presidente Trump è deciso a proseguire il blocco navale a Hormuz, secondo fonti di Axios gli Usa starebbero comunque pianificando un ulteriore attacco «breve e potente» per piegare Teheran, anche contro infrastrutture energetiche. Così il Brent, dopo aver toccato la soglia dei 126 dollari al barile, ai massimi da luglio 2022, adesso viaggia a 123,82 dollari (+4,91%) e si avvia verso il nono giorno consecutivo di rialzi. Il Wti è in progresso del 2,2% a 109,23 dollari.

Gas continua il rally, +2,8% sopra quota 48 euro/mwh

Continua a salire il prezzo del gas naturale, accanto ai rincari del greggio, con la fine della guerra nel Golfo e la riapertura dello Stretto di Hormuz che sembrano sempre più lontane. Sulla piattaforma europea Ttf di Amsterdam il gas naturale viaggia in rialzo del 2,76% a 48,16 euro al megawattora. Dopo l’impennata del 9% della vigilia, si tratta della nona seduta di rialzi consecutiva per il gas naturale, anche se a marzo le quotazioni avevano superato i 70 euro/mwh.

A Milano tonfo Stellantis, tiene l’oil

A Piazza Affari, in un listino quasi interamente colorato di rosso, si salvano i titoli energetici con Eni che si posiziona in cima al listino seguita da Snam e Italgas. Prosegue il rally di Stmicroelectronics. Fronte opposto per Stellantis in forte calo nonostante abbia annunciato di essere tornata in utile nel primo trimestre. Accoglienza fredda del mercato per i conti di Prysmian che dopo aver segnato un calo teorico del 6,6% ora cede il 2,37% dopo la trimestrale.

Spread sale a 85 punti, rendimento decennale balza al 3,97%

In rialzo lo spread tra BTp e Bund:il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 85 punti dagli 84 punti del closing precedente. Sale anche il rendimento sulla scadenza decennale benchmark italiana che in avvio di seduta oscilla su quota 3,97%, dal 3,94% della chiusura di mercoledì.

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