(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Recordati sotto pressione a Piazza Affari dopo la conclusione dell’Opa dei fondi Cvc e Gbl. Il veicolo Respighi è salito al 74,58% del capitale della società dopo il conferimento all’offerta di 129,98 milioni di azioni, pari al 62,15% del capitale sociale e al 65,47% delle azioni oggetto di Opa, per un controvalore di circa 6,89 miliardi di euro. Nel corso dell’operazione, Cvc ha inoltre acquistato sul mercato 15,39 milioni di azioni, pari al 7,36% del capitale.
Complessivamente, quindi, Respighi detiene ora il 74,58% del capitale di Recordati e ha superato la soglia minima di adesione del 66,67%. Il periodo di riapertura dei termini dell’offerta è previsto dal 3 al 9 novembre. «Le adesioni provvisorie, sommate agli acquisti sul mercato effettuati da Cvc e alle partecipazioni già detenute da Cvc (1,82%) e Gbl (3,25%), portano la quota complessivamente riconducibile agli offerenti a circa il 74,58% del capitale di Recordati», sottolineano gli analisti di Banca Akros. Di conseguenza, «gli offerenti dispongono già del pieno controllo dell’assemblea straordinaria degli azionisti prima della riapertura dei termini dell’offerta» e questo consentirà, in una fase successiva, «di procedere al delisting della società attraverso una fusione con la controllante».
«Se la partecipazione finale resterà al di sotto del 90%, il delisting sarà perseguito attraverso tale fusione, subordinatamente all’approvazione da parte degli organi societari di Recordati – continuano da Akros -. Se, al termine della riapertura dei termini, l’offerta porterà Cvc e Gbl oltre la soglia del 90%, l’offerente avvierà la procedura di acquisto coattivo delle azioni residue» e «scatterà l’obbligo di acquisto delle azioni residue».
«Pur continuando a ritenere che, sulla base della nostra valutazione fondamentale, il valore potenziale di Recordati sia superiore al prezzo dell’offerta pubblica di acquisto» pari a 53 euro per azione offerti, «alla luce dei risultati dell’Opa allineiamo il prezzo obiettivo al corrispettivo dell’offerta» e «modifichiamo la raccomandazione da Buy ad Accumulate», sentenziano da Akros.
Anche per gli esperti di Intermonte il prezzo dell’Opa non è congruo rispetto al valore di Recordati e a fronte del loro target price di 71 euro. «Tuttavia, la pressione a consegnare le azioni potrebbe rappresentare un elemento determinante in vista della riapertura dei termini, considerando la volontà di Respighi di procedere comunque al delisting tramite fusione di Recordati nel veicolo non quotato, anche con una partecipazione inferiore al 90%», scrivono gli esperti. A questo «si aggiungono le recenti incertezze su Isturisa, principale driver di creazione di valore nel lungo termine, con peak sales attese superiori a 1,2 miliardi al 2032-33, a seguito della recente sfida brevettuale. La società ha rassicurato sulla solidità della protezione brevettuale e sulla protezione di 30 mesi che ritarderebbe l’eventuale ingresso del genericista». Riassumendo, quindi, «il rischio di delisting indiretto tramite fusione in Respighi e la maggiore incertezza su Isturisa potrebbero favorire ulteriori adesioni durante la riapertura dei termini».
