ritardi negli affitti e azioni legali in tre continenti

Alcuni arretrati di Andrea Pignataro attirano l’interesse della stampa internazionale. Quest’anno il gruppo fintech Ion, di proprietà appunto del miliardario italiano Pignataro, tra gli uomini più ricchi d’Italia, avrebbe saldato in ritardo il pagamento degli affitti dei suoi uffici in tre continenti; i proprietari degli immobili, riporta il Financial Times, avrebbero bloccato gli accessi o minacciato di sfratto l’azienda nelle sedi di Sydney, Monaco e nel Connecticut. Gli importi dovuti per le sedi di Sydney e Monaco sono stati nel frattempo saldati, ha riferito una fonte vicina alla situazione al Ft.

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La difesa di Ion

Ion conta oltre 50 uffici in tutto il mondo e impiega più di 13.000 persone. Ion ha dichiarato che «con una presenza immobiliare di tali dimensioni, nel normale svolgimento delle attività commerciali possono sorgere di tanto in tanto divergenze con i proprietari degli immobili, le quali vengono risolte nel normale corso degli affari. Questo è esattamente ciò che è accaduto in questo caso». La società ha aggiunto che «le questioni in oggetto sono state risolte, non vi sono importi in sospeso e le somme interessate rappresentano una frazione di un centesimo dell’1 per cento degli utili annuali del gruppo… Qualsiasi illazione sul fatto che tali questioni incidano sulla posizione finanziaria del gruppo è del tutto priva di fondamento fattuale».

Secondo quanto riferito da persone informate sui fatti al Financial Times, i dipendenti Ion della sede di Sidney avrebbero trovato ad aspettarli nel loro ufficio in uno dei grattacieli della capitale austrialiana un un avviso di sfratto legato a ritardi nei pagamenti per circa 90.000 dollari. Al personale di Monaco sarebbe stato negato l’accesso agli uffici il mese scorso. In questo caso il pagamento dovuto sarebbe stato da 40.000 dollari. Negli Usa, nella sede del Connecticut, a maggio, il proprietario dell’immobile usato da Ion avrebbe intentato un’azione legale, sostenendo che una delle controllate di Ion non aveva saldato l’affitto a marzo e non aveva liberato i locali come le era stato richiesto. Le azioni legali nel Connecticut sono state ritirate il mese scorso, precisa il Ft, che ricorda il debito da 10 miliardi di dollari del gruppo e gli interrogativi del mercato sull’impatto dei nuovi strumenti di AI sul suo core business legato ai software.

Ion controlla società di dati finanziari. Tra queste Mergermarket, Fidessa e Dealogic. I costi di finanziamento dell’azienda sono più che raddoppiati dal 2022, raggiungendo quota 800 milioni di dollari all’anno a seguito dell’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, secondo informazioni finanziarie riportate dal FT.

I numeri

Nella sostanza, Ion è cresciuta rapidamente attraverso una serie di acquisizioni finanziate con debito a basso costo durante l’era dei tassi di interesse estremamente bassi e oggi genera un margine operativo lordo (EBITDA) di circa 400 milioni di dollari a trimestre. Il gruppo, che ha la sede centrale a Londra, quest’anno ha subito un’accelerazione della vendita del suo debito quotato sui mercati.

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