Romania, mozione di censura: il governo Bolojan sfiduciato

Il governo guidato da Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Parlamento della Romania, che ha approvato una mozione di censura. La mozione ha ottenuto 281 voti favorevoli, ben oltre la soglia dei 233 necessari. A votare per la caduta dell’esecutivo sono stati in particolare i parlamentari del Partito Social Democratico (Psd) e delle forze di opposizione. Il governo resta ora in carica con poteri limitati all’ordinaria amministrazione fino alla formazione di un nuovo esecutivo.

«Questa mozione di censura è falsa, cinica e artificiale», ha detto Bolojan durante il teso dibattito prima del voto. «Qualsiasi paese, in una molteplicità di crisi, cercherebbe di consolidare i governi, non di cambiarli».

Un ruolo decisivo nella caduta del governo è stato svolto dal Partito socialdemocratico (Psd) di centrosinistra. Contrario alle severe politiche di austerità adottate a Bucarest, il mese scorso il partito è uscito dal governo guidato dal Partito nazionale liberale di Bolojan e ha annunciato l’intenzione di collaborare con l’estrema destra dell’Alleanza per l’unione dei romeni per rimuovere il premier.

La scelta ha creato imbarazzo nel gruppo Socialisti e democratici del Parlamento europeo, di cui il Psd fa parte, dopo anni di critiche al Partito popolare europeo per accordi analoghi con l’estrema destra.

Bolojan e il Partito nazionale liberale erano al potere dal 2025, dopo le dimissioni dell’ex premier Marcel Ciolacu. La sua caduta arriva meno di un anno dopo le elezioni presidenziali in cui il sindaco moderato di Bucarest, Nicusor Dan, ha sconfitto il leader dell’Alleanza per l’unione dei romeni, George Simion.

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