(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Viaggia di buon passo Saipem a Piazza Affari, dopo che alla vigilia la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita. Il contratto, della durata di circa 42 mesi, è stato firmato da Saipem Nasser Saeed Al Hajri Contracting Company, una società a controllo congiunto partecipata da Saipem e da Nasser Saeed Al Hajri and Partners Company for Contracting (NSH). Il valore della quota del contratto di Saipem è pari a circa 900 milioni di euro. Come fanno notare gli esperti di Intermonte le attività comprendono ingegneria, approvvigionamento e costruzione di un nuovo impianto di compressione a servizio del giacimento di gas non associato di Uthmaniyah, con l’obiettivo di prolungarne la vita produttiva e sostenere la crescente domanda energetica del Paese.
Secondo il broker «la notizia è positiva sia per il valore del contratto sia per la valenza strategica dell’assegnazione». Si tratta infatti del primo progetto Epc assegnato nell’ambito del National EPC Champion Program, iniziativa con cui l’Arabia Saudita punta a sviluppare una filiera locale per i grandi progetti energetici. «L’aggiudicazione – prosegue Intermonte – conferma il forte posizionamento di Saipem nel Regno e potrebbe favorire ulteriori opportunità nei prossimi anni. Dal punto di vista economico, riteniamo che la marginalità del contratto possa attestarsi in area mid single digit». I broker ricordano che Saipem ha chiuso il primo trimestre con un order intake di 1,7 miliardi «e la nostra stima per il 2026 è di nuovi ordini totali per 15,7 miliardi».
Secondo Banca Akros «il nuovo impianto di compressione contribuirà a prolungare la vita produttiva del giacimento, sostenendo così la crescente domanda energetica del Regno dell’Arabia Saudita». Gli esperti giudicano il contratto «di dimensioni rilevanti e conferma la forte posizione competitiva della società nel settore. Calcoliamo che il volume degli ordini acquisiti da inizio anno (year-to-date order intake), incluso questo contratto, ammonti a circa 3,6 miliardi di euro, mentre il portafoglio ordini (backlog) a fine marzo era pari a 29,6 miliardi di euro».
