Saks Global ha presentato istanza di fallimento con procedura fallimentare volontaria (in base allo statunitense Chapter 11) presso il Tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale del Texas e contestualmente, il suo ceo – nominato il 2 gennaio scorso, ovvero meno di due settimane fa – Richard Baker, dice addio al colosso dello shopping di lusso. Al suo posto entra Geoffroy van Raemdonck, attualmente membro del consiglio di amministrazione di Moncler Spa,che si è detto «impaziente di assumere il ruolo di amministratore delegato e di proseguire la trasformazione dell’azienda affinché Saks Global continui a svolgere un ruolo centrale nel futuro del commercio al dettaglio di lusso» si legge nel comunicato diffuso.
Il gruppo Saks Global ha comunque assicurato che «onorerà tutti i programmi per i clienti, effettuerà i pagamenti futuri ai fornitori e continuerà a garantire stipendi e benefici ai dipendenti». Saks ha annunciato di aver assicurato un finanziamento di circa 1,75 miliardi di dollari da parte dei suoi creditori. Il piano di finanziamento «fornirà la liquidità necessaria per finanziare le operazioni e le iniziative di risanamento di Saks Global», ha sottolineato l’azienda.
Fondata più di 150 anni fa, Saks è prossima a presentare istanza di fallimento ai sensi del Chapter 11 per far fronte alle crescenti perdite e a un ingente carico di debiti.
Baker era presidente della Hudson’s Bay Co. quando acquistò Saks Fifth Avenue nel 2013 e fu l’ideatore principale dell’acquisizione da parte di Saks del rivale Neiman Marcus Group per 2,65 miliardi di dollari nel 2024, dando vita a Saks Global. Van Raemdonck è stato invece ceo di Neiman Marcus Group dal 2018 al 2024, dimettendosi quando Saks l’ha acquisito. L’accordo ha gravato sulla nuova azienda con oltre 2 miliardi di dollari di nuovo debito, proprio mentre le vendite globali di lusso hanno subìto la fase di rallentavano. I fornitori hanno iniziato a trattenere le forniture quando Saks non si dimostrava in grado di pagarli per intero e puntualmente, aggravando i problemi dell’azienda e contribuendo a scorte ridotte. Saks, inoltre, non aveva onorato un pagamento di 100 milioni di dollari, in scadenza il 30 dicembre, legato alla sua acquisizione di Neiman Marcus. Il suo debito ammonta ormai a circa cinque miliardi di dollari, a fronte di un fatturato annuo inferiore a 6 miliardi. A differenza dei concorrenti Bloomingdale’s e Nordstrom, Saks non era interessata a inseguire il mercato del lusso leggermente più accessibile. Anche questa scelta non avrebbe giovato ai conti.
Tuttavia, resta invidiabile il patrimonio immobiliare di Saks stesso – che ospita i negozi Saks Fifth Avenue, Saks Off 5th, Bergdorf Goodman e Neiman Marcus – con circa 1,2 milioni di metri quadrati di spazi commerciali in posizioni strategiche. I negozi sono coperti da contratti di locazione storici che mantengono gli affitti ben al di sotto del mercato, e accordi di servitù reciproca danno agli inquilini voce in capitolo su come viene riqualificato ogni relativo centro commerciale. Questo tipo di controllo radicato può tradursi in un reale valore per i creditori che, in un contesto di bancarotta, hanno buone probabilità di acquisire il controllo dell’azienda.
