Il Congresso spagnolo ha bocciato il piano di Pedro Sanchez per affrontare l’emergenza casa: un duro colpo per il premier socialista che sta ora valutando se sfidare la destre andando alle elezioni anticipate. Sanchez ha riunito i suoi più fidati collaboratori alla Moncloa e dovrebbe prendere una decisione nel fine settimana sul voto che ancora una volta interromperebbe la legislatura: «Quanto accaduto è molto grave e deve essere analizzato con attenzione», hanno spiegato dall’esecutivo. Mentre nelle piazze è ripresa la protesta per l’aumento degli affitti e la mancanza di abitazioni per le fasce più povere della popolazione.
Il governo di minoranza di sinistra guidato da Sanchez non è riuscito a trovare i voti necessari in Parlamento: la Camera bassa del Parlamento ha respinto le misure definite nei giorni scorsi per affrontare la crisi abitativa. Hanno votato contro le destre, con i Popolari e il partito xenofobo Vox. Ma per la bocciatura è stato decisivo il no di Junts, il partito indipendentista catalano – di orientamento conservatore, i cui voti hanno contribuito al ritorno di Sanchez al governo nel 2023 – ha spiegato che l’iniziativa socialista avrebbe finito per ridurre l’offerta di immobili in affitto e per fare aumentare ulteriormente i prezzi.
I due provvedimenti sulla casa sono stati respinti rispettivamente con 178 voti contrari (e 172 favorevoli) e con 184 voti contrari (e solo 166 a favore): le principali misure proposte dal governo prevedevano il divieto di sfratto per gli inquilini vulnerabili fino al 2030; il rinnovo automatico dei contratti di affitto esistenti; restrizioni per gli affitti a breve termine; e fortissime limitazioni per l’acquisto di immobili residenziali da parte di investitori che il governo ha definito fondos buitre, fondi avvoltoio.
Nemmeno l’intervento a sorpresa di Sanchez in aula prima del voto è riuscito a convincere i catalani e le opposizioni: «Fate la cosa giusta, altrimenti la storia vi giudicherà prima di quanto crediate e con maggiore durezza di quanto immaginiate», ha detto il premier.
La sconfitta di Sanchez è arrivata mentre proseguono le proteste contro l’aumento degli affitti e la crisi abitativa: a scatenare le piazze a Madrid e in molte altre città spagnole è stata la vicenda di un’anziana donna, Maricarmen Abascal, 87 anni, sfrattata la scorsa settimana perché non riusciva più a sostenere la spesa per l’affitto per l’appartamento della capitale nel quale viveva da anni.
