Snam, per il biometano sfida tra F2i, Edison e Retina

Il processo di vendita è infatti partito da una platea decisamente più ampia. Prima dell’estate l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, aveva riferito che le manifestazioni di interesse per Bioenerys erano state circa 40, mentre le offerte non vincolanti si sarebbero aggirate intorno alle 20.

Snam, assistita dagli advisor finanziari Rothschild e Bnp Paribas, ha quindi ammesso alla fase 2 nove soggetti. Tra i potenziali acquirenti inizialmente indicati figuravano, oltre a F2i, Edison e Retina Biometano, anche Vesper Infrastructure Partners, fondo italiano specializzato in infrastrutture, Verdalia, piattaforma costituita nel 2023 da Goldman Sachs Infrastructure Partners, il fondo britannico Arcus Infrastructure Partners, il fondo italiano Tages, lo spagnolo Plenium Partners e la multinazionale francese Veolia.

Bioenerys opera attraverso due principali divisioni, Ambiente e Agri, e dispone complessivamente di circa una quarantina di impianti. La divisione Ambiente è focalizzata sulla produzione di biometano a partire dai rifiuti organici, mentre Agri comprende gli impianti alimentati dagli scarti agro-zootecnici e della filiera agroindustriale. Una decina degli impianti in portafoglio produce biometano da rifiuti organici, mentre la parte restante è costituita da impianti biogas alimentati da matrici agricole e agro-zootecniche. È proprio questa doppia natura del portafoglio a rendere Bioenerys particolarmente contendibile.

L’interesse di F2i per la divisione Agri si inserirebbe nella strategia del principale operatore italiano di infrastrutture industriali: la divisione Agri potrebbe rappresentare per F2i una piattaforma sulla quale consolidare il mercato italiano del biometano agricolo. La logica industriale di Edison sarebbe invece maggiormente legata alla divisione Forsu, acronimo di frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Il segmento presenta caratteristiche particolarmente coerenti con il posizionamento di un grande operatore energetico integrato.

Anche per Retina Biometano, per la quale si era anche parlato di un’alleanza sul dossier con Sosteneo (gruppo Generali), la scelta avrebbe una logica industriale: mantenere insieme le due divisioni consentirebbe di acquisire una piattaforma diversificata, con esposizione sia alla produzione di biometano da rifiuti organici sia a quella derivante dagli scarti agricoli e agro-industriali.

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