Il razzo, alto 124 metri, è stato progettato fin dall’inizio per essere completamente riutilizzabile, un elemento considerato fondamentale per ridurre drasticamente i costi di accesso allo spazio. A luglio SpaceX è riuscita a recuperare uno Starship dall’Oceano Indiano. Sulla base delle ispezioni effettuate su quel veicolo, gli ingegneri hanno modificato lo scudo termico dello Starship lanciato oggi.
L’azienda sta accelerando il percorso di certificazione per il volo orbitale, un passaggio cruciale in vista delle future missioni verso la Luna e Marte.
La missione Artemis III della NASA potrebbe partire già la prossima estate e prevede una complessa serie di tre lanci coordinati: una capsula Orion con astronauti a bordo e due diversi lander lunari che si agganceranno in orbita terrestre. Secondo i piani, il lander Blue Moon di Jeff Bezos sarà lanciato per primo, seguito dalla capsula Orion e infine da Starship, che dovrà effettuare un rendez-vous orbitale.
La missione successiva, Artemis IV, prevista non prima del 2028, potrebbe vedere astronauti atterrare sulla Luna a bordo di Blue Moon o di Starship, a seconda di quale veicolo sarà pronto per primo. Le missioni successive alterneranno i lander sviluppati dalle aziende dei due miliardari.
Musk aveva originariamente concepito Starship come il veicolo destinato a trasportare i primi coloni umani su Marte. Per il momento, tuttavia, l’attenzione è concentrata sulla Luna e sull’impiego di Starship come sistema per mettere in orbita grandi quantità di satelliti, sostituendo progressivamente il Falcon 9 nei prossimi anni.
