Stellantis torna in utile grazie alla spinta del Nord America

Stellantis riporta i conti in utile nel secondo trimestre grazie soprattutto a maggiori volumi e alla spinta della crescente domanda in Nord America, per 43,5 miliardi complessivi di ricavi, ma all’apertura del mercato non riesce a fare prezzo, e poi apre con un calo di circa il 5%. L’utile netto del periodo sale a 293 milioni rispetto alla perdita di 1,87 miliardi dell’anno precedente, con un utile operativo rettificato leggermente inferiore alle stime degli analisti a causa degli elevati costi delle materie prime e della debolezza dei prezzi in Europa, dove si sta intensificando la concorrenza dei rivali cinesi. Il ceo Antonio Filosa prevede di mettere a terra una spesa di 60 miliardi di euro fino al 2030 per dozzine di nuovi modelli, dando priorità ai marchi Jeep, Ram (per i vertici dei quali nei giorni scorsi sono state ufficializzate nuove nomine9 Peugeot e Fiat, come previsto dal nuovo piano industriale presentato poche settimane fa, migliorando al contempo la la qualità. Il gruppo sta inoltre scommettendo, come già annunciato, su partnership con le aziende cinesi Zhejiang Leapmotor Technology e Dongfeng Motor per contribuire a saturare la capacità produttiva di alcuni dei suoi stabilimenti sottoutilizzati in Europa.

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In Europa, dove il gruppo può contare anche su una partnership con la cinese Leapmotor per le vendite, le consegne sono aumentate del 5% grazie alla robusta domanda di auto più piccole, tra cui la Fiat 500 e la Citroën C3 Aircross. Il margine operativo di Stellantis è migliorato ma è rimasto inferiore allo zero; l’azienda ha citato la pressione negativa sui prezzi netti e l’inflazione delle materie prime

Filosa sta affrontando queste sfide cercando di rendere l’azienda più snella. Il gruppo punta a 6 miliardi di euro di risparmi annuali entro il 2028 rispetto al livello dello scorso anno. All’inizio di questa settimana, Stellantis ha accettato di vendere la sua attività di car-sharing Free2move a una società di private equity tedesca, nell’ambito dei suoi sforzi per uscire dalle attività non redditizie e rifocalizzare gli investimenti.

Confermate inoltre le guidance per il 2026 che erano state fornite con i conti del primo trimestre. Come si legge in una nota, Stellantis si attende un aumento del fatturato netto a una cifra media (mid-single digit), un margine Aoi (adjusted operating income) a una cifra bassa (low-single digit) e un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all’anno precedente, compresi 2 miliardi di euro di pagamenti collegati agli oneri registrati nel secondo semestre 2025. La società attende anche un free cash flow industriale positivo nel 2027.

Per Stellantis, il secondo trimestre «è stato caratterizzato da continui progressi, trainati dal Nord America e supportati da importanti contributi da tutte le altre regioni». Lo ha detto Filosa, commentando i risultati. La società ha come detto riportato un utile sia per il trimestre sia per il semestre, contro il rosso dello stesso periodo dell’anno scorso, e ha visto salire i ricavi del 13% nel trimestre e del 10% nel semestre. «Abbiamo migliorato le prestazioni di tutti i nostri principali indicatori finanziari con ricavi netti, utile operativo rettificato e flusso di cassa industriale che mostrano tutti incrementi significativi» ha detto Filosa. Con il piano strategico FastLane 2030, presentato il 21 maggio scorso, «in piena fase di attuazione, restiamo fiduciosi sulla guidance finanziaria per il 2026».

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