strategie per la crisi energetica

«La decisione della Commissione è molto chiara. No, in futuro non importeremo più nemmeno una singola molecola di energia russa». Così il commissario europeo per l’Energia Dan Jorgensen ha confermato la volontà di Bruxelles di affrancarsi dalle importazioni provenienti da Mosca. «Perché Putin ha utilizzato l’energia per ricattare gli Stati membri dell’Unione europea e, infine, perché quando acquistiamo, se acquistiamo la sua energia, contribuiamo anche indirettamente a sostenere la guerra contro i nostri amici in Ucraina – ha aggiunto Jorgensen – Sarebbe quindi un errore terribile e non cambieremo in alcun modo i nostri piani. Abbiamo adottato la legislazione, è in fase di attuazione e presto usciremo da una dipendenza di cui, francamente, avremmo dovuto liberarci molti anni fa».

Jorgensen: «Lavoreremo con Stati membri per riempire le scorte di gas»

Il commissario ha poi parlato della strategia europea per affrontare la crisi energetica scatenata dalla guerra nel Golfo Persico. «I prossimi mesi saranno caratterizzati da incertezze – ha detto Jorgensen – La crisi colpirà gli Stati membri in modo diverso. Poiché non possiamo prevedere tutto, dobbiamo essere preparati a qualsiasi scenario». La Commissione punta a un intervento rapido e coordinato tra gli Stati membri per proteggere l’Unione dagli impatti peggiori dell’emergenza.

«Lavoreremo con gli Stati membri per riempire le scorte di gas in vista del prossimo inverno senza creare pressioni inutili sui mercati. E rafforzeremo le azioni per garantire che l’approvvigionamento di carburanti, compresi quelli per gli aerei, sia adeguato in tutta l’Unione», ha concluso il commissario. L’obiettivo è massimizzare la capacità di raffinazione esistente in Europa e valutare come migliorare le regole sulle scorte strategiche ed emergenziali.

Pichetto: «Sulla riapertura al gas russo il governo dice no»

Anche il governo italiano è intervenuto sulla questione del gas russo, dopo le sollecitazioni a riconsiderare il bando sull’energia di Mosca da parte dell’ad di Eni Claudio Descalzi. Se il blocco di Hormuz dovesse continuare, diverse voci si sono sollevate per una sospensione alle misure contro la Russia. «Descalzi esprime l’opinione di un operatore. Io esprimo l’opinione del governo e dell’Unione europea, e l’opinione in questo momento è no», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’inaugurazione dell’hub di Roma del Politecnico di Torino.

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