Sulle Borse tornano le tensioni Usa-Iran, il petrolio corre

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Sono in cerca di direzione le Borse europee nell’ultima seduta del mese di agosto. I mercati guardano alle tensioni in Medio Oriente, con i nuovi scontri fra Stati Uniti e Iran, mentre si proiettano verso il mese di settembre con gli occhi puntati sui dati macroeconomici, a partire dall’ inflazione dell’eurozona (1 settembre) e da quelli sul mercato del lavoro americano (6 settembre), soprattutto alla luce dei timori per l’inflazione espressi venerdì scorso dal presidente della Fed, Kevin Warsh, a Jackson Hole.

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Intanto sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno effettuato attacchi sull’isola iraniana di Larak (di fronte allo Stretto di Hormuz), provocando una rappresaglia da parte di Teheran contro obiettivi statunitensi in Giordania, facendo salire il prezzo del petrolio. Prosegue anche la pressione sul fronte economico delle sanzioni. Il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, in vista dell’avvio del G20 delle Finanze (31 agosto-1 settembre) ha dichiarato di non escludere possibili sanzioni anche alla Cina per i suoi rapporti commerciali con Teheran. Inoltre, in un’intervista a Reuters ha evidenziato che «il mondo non può permettersi una Cina con un surplus commerciale di 1.200 miliardi di dollari». Bessent esorterà il G20 a riesaminare le condizioni commerciali con Pechino. In questo contesto, il FTSE MIB di Milano si muove in positivo, con la spinta dei titoli oil, mentre procedono in ordine sparso gli altri listini del Vecchio Continente.

Wall Street in calo dopo la ripresa dei raid Usa-Iran

Indici in calo a Wall Street, dopo i primi raid condotti, in un mese, da Stati Uniti e Iran nel loro conflitto. Domenica, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’attacco contro due lanciarazzi sull’isola iraniana di Larak. I media statali iraniani hanno poi riportato attacchi di rappresaglia da parte di Teheran contro basi statunitensi in Giordania. I prezzi del petrolio sono balzati, dopo la ripresa delle ostilità. Le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno contribuito alla volatilità degli scambi di agosto, ma Wall Street è attualmente sulla buona strada per un mese di ampi guadagni, trainati dal settore tecnologico.

A Milano guidano i petroliferi, bene le banche

A Piazza Affari, scattano i petroliferi (Eni , Tenaris e Saipem ) sostenuti dai rialzi del greggio. Bene anche Stellantis e Generali mentre gli occhi del mercato restano puntati sui protagonisti del risiko dopo la doppia offerta di Banca Monte Paschi Siena su Banco Bpm e Banca Generali che si contrappone a quella di Intesa Sanpaolo sul Monte, affiancata da Unipol. In coda i titoli dei difesa e aerospazio (Fincantieri , Leonardo e Avio ).

Poco mosso l’euro/dollaro. Corre il petrolio

Sul valutario, l’euro/dollaro è poco mosso sotto quota 1,16 (1,1583). Il prezzo del petrolio torna a salire dopo i nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. Le forze statunitensi hanno effettuato attacchi sull’isola iraniana di Larak (nello Stretto di Hotmuz), i primi in un mese, provocando una rappresaglia da parte di Teheran contro obiettivi statunitensi in Giordania. Così, il future novembre sul Brent sale sopra i 91 dollari al barile e il Wti punta agli 87 dollari. Poco mosso lo spread. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 82 punti, stesso livello della chiusura di venerdì.

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