Il conflitto in l’Iran pesa sui conti di Wizz Air la low cost ungherese costretta a ridurre gli utili di 50 milioni di euro nell’intero anno fiscale, quasi azzerando il profitto del periodo, pur promettendo di sfruttare le turbolenze del mercato per promuovere la crescita. L’utile netto è sceso a 2,2 milioni di euro nell’anno conclusosi a marzo, rispetto ai 225,8 milioni di euro dell’anno precedente. La società ha affermato di non poter fornire previsioni per quest’anno, data “la scarsa visibilità stagionale, l’incertezza legata al conflitto in corso in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz”. Il fatturato di 5,69 miliardi di euro è risultato di poco inferiore alle previsioni.
Le azioni di Wizz Air sono salite oltr eil 6% a Londra.
L’impatto della guerra in Iran si suddivide approssimativamente per il 40% a causa dell’impennata dei prezzi del carburante e del blocco e riallocazione della capacità in Medio Oriente, e per il 20% a causa della scelta di destinazioni diverse da parte dei consumatori e delle prenotazioni più vicine alla data di partenza, ha spiegato il ceo Jozsef Varadi.
«Si assiste a questo tipo di cambiamento nelle finestre di prenotazione per circa quattro o cinque mesi prima che il mercato si stabilizzi in termini di comportamento di prenotazione – ha aggiunto Varadi. – Le persone si abituano a tutto».
Il conflitto in Medio Oriente ha fatto aumentare il costo del carburante per aerei, il che a sua volta ha frenato gli utili di molte compagnie aeree in vista dell’alta stagione estiva. L’aumento dei prezzi ha portato a tariffe più elevate, scoraggiando i consumatori dal prenotare voli.
