(Il Sole 24 Ore Radiocor) La ripresa delle trattative tra Usa e Iran a Islamabad fa tornare il sereno sulle Borse europee, che a dire il vero si erano poco scomposte anche la vigilia, scommettendo proprio sul fatto che lo stop ai negoziati del fine settimana fosse più che altro una mossa tattica. Fa ben sperare che sia scesa in campo direttamente la Cina, con il presidente cinese Xi Jinping che ha presentato una proposta in quattro punti per promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente nel corso di un incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Intanto ieri sera Wall Street ha chiuso in rialzo, con il rendimento dei Treasury a dieci anni in lieve calo al 4,28%, snobbando il fermo dei transiti nello stretto di Hormuz e puntando tutto su un imminente accordo Usa-Iran. Gli analisti, però, continuano a interrogarsi sull’impatto che avrà sull’economia globale l’impennata del valore del greggio. Del resto, anche se venisse firmata un’intesa di pace, occorrerà tempo prima che i commerci riprendano e i centri di produzione di greggio e gas tornino a marciare a pieno ritmo e così, secondo i massimi esperti del settore, il valore del greggio rimarrà attorno a 90 dollari al barile nel corso del 2026. Goldman Sachs stima che l’aumento del prezzo del gas e quello del petrolio implicherà un incremento dell’inflazione globale di 0,8 punti percentuali e un rallentamento della crescita dello 0,5%. Intanto la Germania ha annunciato che i prezzi di vendita all’ingrosso sono aumentati del 4,1% a marzo rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta dell’incremento annuo più significativo da tre anni (a febbraio 2023 la variazione è stata del 9,5% sull’anno precedente), decisamente superiore alle variazioni degli ultimi tre mesi, nell’ordine dell’1,2%. Ad ogni modo oggi il prezzo del greggio oggi scende ed è scambiato sotto i 100 dollari al barile: il wti cede l’1,87% a 97,24 dollari al barile e il Brent del Mare del Nord lo 0,8% portandosi a 98,56. Va giù anche il gas, che ad Amsterdam è quotato a 45,45 euro al megawattora (-2%). Intanto va avanti la stagione delle trimestrali sia negli States, sia in Europa, con gli analisti che si attendono in media conti in deciso miglioramento. Oggi Oltreoceano sono in calendario i numeri di Blackrock, Jp Morgan, Wells Fargo e Citigroup, dopo la trimestrale con profitti da record annunciata la vigilia da Goldman Sachs, che però ha frenato a Wall Street sui timori dell’esposizione al private credit. In Europa oggi Kering comunicherà i ricavi trimestrali, mentre ieri a mercati chiusi ha annunciato il fatturato il colosso del lusso Lvmh. Milano registra un progresso attorno allo 0,7%, con lo spread in area 75 punti.
A Piazza Affari occhi su Mps, giù settore oil
A Piazza Affari gli occhi sono puntati sulla banca Banca Mps, nell’attesa dell’assemblea dei soci che domani sarà chiamata a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Potrebbe determinarsi una conta all’ultimo voto, visto che secondo indiscrezioni è possibile che Blackrock possa votare a favore della lista che candida l’attuale ad, Luigi Lovaglio, e non quella presentata dal cda, che propone come ceo Fabrizio Palermo. Rimane il rebus se il primo socio Delfin, con il 17,5% del capitale, si asterrà o meno. Gli investitori tengono d’occhio inoltre tutto il settore del lusso, dopo la diffusione dei conti del colosso francese Lvmh, primo vero test dopo lo scoppio del conflitto. Dopo la frenata della vigilia Brunello Cucinelli , Moncler e Salvatore Ferragamo sono positive. Tra i titoli a maggior capitalizzazione spicca il rialzo di Stellantis . Sale Davide Campari,che beneficia delle vendite del primo trimestre di Lvmh Wines & Spirits, diffuse alla vigilia, che hanno mostrato un incremento pari al 5% su base organica anno su anno. Invece frenano le azioni del setore oil Eni , Tenaris e Saipem .
Euro in area 1,17 dollari, in rialzo l’oro
Sul valutario, debole il biglietto verde dopo le posizioni guadagnate alla vigilia: il cambio euro/dollaro resta invariato a 1,175, mentre il dollaro incrocia lo yen a 159,25 e il cross euro/yen vale 187,27. Acquisti sull’oro, con la debolezza della divisa americana che rende il metallo prezioso più conveniente per i possessori di valute diverse dal dollaro. Guadagna lo 0,5% il contratto spot a 4,766 dollari l’oncia. L’argento spot guadagna l’1,8% a 76,91 dollari.
Asia positiva, gettonate società tech
C’è ottimismo sui mercati azionari, le aspettative di un accordo che allenterebbe le tensioni in Medio Oriente spingono le Borse in Asia e i future su quelle europee sono in rialzo. L’indice MSCI All Country World è salito dello 0,4%, avviandosi verso l’ottavo giorno consecutivo di guadagni. L’Asia si è mossa in scia a Wall Street, trainata dalle società tecnologiche, con l’indice regionale in rialzo dell’1,5% grazie all’ottimismo sul fatto che l’allentamento delle tensioni ridurrà i prezzi del petrolio e sosterrà la crescita economica. Tokyo ha chiuso in forte rialzo: il Nikkei ha guadagnato il 2,44%, attestandosi a 57.880 punti. Intanto sul fronte macro è emerso che la produzione industriale giapponese è calata del 2% mensile a febbraio, andando meglio rispetto all’iniziale stima flash di -2,1%, dopo il +4,3% registrato a gennaio. Gli analisti osservano inoltre i dati cinesi, con le esportazioni che a marzo, pur salendo del 2,5% a marzo, sono andate peggio dele attese.
