L’ipotesi di un merger tra due delle tre più importanti compagnie aeree americane è sempre più probabile. Scott Kirby, ceo di United Airlines, avrebbe ventilato l’ipotesi di una possibile fusione con American Airlines, presentando l’idea a fine di febbraio al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per una potenziale fusione tra le due compagnie aeree, secondo i media americani.
Il mercato ci crede e le azioni di American Airlines sono salite fino al 9%, mentre quelle di United Airlines hanno guadagnato il 4,26%. Positive anche le altre compagnie aeree da Delta Air Lines +3,23%, JetBlue Airways ha registrato un balzo del 9%, Alaska Air è salita del 7%, Southwest ha aggiunto il 6 per cento. United e American sono tra le prime quattro compagnie aeree statunitensi e insieme controllano oltre un terzo del mercato. Una loro fusione creerebbe la più grande compagnia aerea al mondo e di conseguenza, qualsiasi fusione tra i due giganti dell’aviazione solleverebbe seri problemi di antitrust e probabilmente incontrerebbe una forte reazione negativa da parte di consumatori per le posizioni dominanti che si verrebbero a creare, l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei e una minore scelta.
Per Kirby, un accordo che coinvolga American Airlines avrebbe anche una valenza personale. Kirby era in precedenza presidente di American, ma ha lasciato l’incarico dopo che era diventato chiaro che non aveva possibilità di diventare ceo della compagnia. Kirby è entrato in United come presidente nel 2016 prima di essere nominato ceo.
L’unione delle due compagnie creerebbe un colosso dell’aviazione con oltre 100 miliardi di dollari di fatturato e una flotta di oltre 2800 aeromobili. Ma ci sarebbe anche una significativa sovrapposizione di hub negli Stati Uniti. L’ipotesi di merger arriva mentre le compagnie aeree sono alle prese con prezzi del carburante per aerei in forte salita a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran e dell’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per il trasporto di petrolio. A causa dell’aumento dei prezzo del carburante, United ha già ridotto la capacità senza escludere un aumento dei prezzi dei biglietti.
United ha una capitalizzazione di mercato di circa 31 miliardi di dollari, rispetto ai soli 7,4 miliardi di dollari di American. Il titolo ha perso il 15% del suo valore da gennaio, ma American ha registrato una performance peggiore, perdendo il 27% dall’inizio del 2026.
