Bacco e tabacco in ritirata, Bat taglia 9mila posti

British American Tobacco, BAT, spegne una parte consistente della propria struttura operativa. Il colosso del tabacco ha annunciato un piano che coinvolgerà 9mila posizioni a livello globale: 5.500 posti di lavoro saranno tagliati, mentre altri 3.500 ruoli verranno esternalizzati a partner terzi. Si tratta di circa un quinto dell’attuale forza lavoro del gruppo, pari a 47mila dipendenti.

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British American Tobacco ha stretto una partnership con Accenture per trasferire alcune funzioni e vari ruoli nel Regno Unito, in Polonia, Romania, Singapore, Costa Rica e Malesia sono già stati esternalizzati. La ristrutturazione non riguarda invece gli Stati Uniti, che rappresentano il mercato più importante per la società.

La svolta salutista

La strategia di riorganizzazione del personale punta a generare risparmi annui incrementali per 600 milioni di sterline entro il 2028, di cui circa 500 milioni già entro il 2027.

La decisione, preannunciata a febbraio, si inserisce in uno scenario teso per l’azienda. Le vendite nel mercato americano sono state frenate dall’inasprimento dei requisiti regolatori, che ha ritardato il lancio di nuovi prodotti e favorito alcuni concorrenti cinesi. Il mercato Usa risente inoltre di un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso marchi meno costosi per contrastare l’aumento del costo della vita. A pesare sono anche l’aumento delle accise, normative più severe e il commercio illecito in Paesi come Australia e Bangladesh.

Oltre a queste difficoltà, la vera sfida resta il progressivo arretramento del fumo tradizionale. Il tabacco combustibile è in declino strutturale e BAT prevede per quest’anno una flessione globale dei volumi del settore pari al 2,5%. Il gruppo punta quindi a reinvestire i risparmi in prodotti alternativi alla sigaretta, come le sigarette elettroniche Vuse e le nicotine pouch Velo, con l’obiettivo di generare oltre metà dei ricavi da prodotti “smoke-free”.

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