(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Nella prima seduta della settimana, le Borse europee viaggiano a passo incerto, dopo un avvio in calo, proseguendo sulla via della debolezza della scorsa settimana. Gli investitori osservano con attenzione gli sviluppi della guerra in Medio Oriente, con i messaggi contrastanti del presidente americano, Donald Trump, che disorientano gli investitori e dunque rendono volatili i listini. Viaggiano a corrente alternata il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l’IBEX 35 di Madrid, l’AEX di Amsterdam e il FT-SE 100 di Londra. Inoltre, Borse asiatiche in discesa, seguendo le forti perdite registrate venerdì scorso a Wall Street, che ha concluso la quinta settimana consecutiva in ribasso, la striscia negativa più lunga degli ultimi quattro anni.
Il presidente americano, Donald Trump, è tornato a ribadire che un accordo Usa-Iran potrebbe essere siglato a breve, ma al tempo stesso è stato vago su un eventuale attacco di terra. Al Financial Times Trump ha inoltre affermato che potrebbe impadronirsi del petrolio iraniano, conquistando l’isola di Kharg, uno dei principali centri di approvvigionamento di carburante dell’Iran. «A essere sincero, la cosa che preferisco è estrarre petrolio dall’Iran, ma alcune persone stupide negli Stati Uniti mi chiedono: ‘Perché lo fai?’ Ma sono persone stupide», ha detto il presidente.
Intanto, il peso della guerra si fa sentire anche sui bond, con i rendimenti dei principali titoli su livelli di guardia: il tasso dei titoli di stato italiani a dieci anni è sopra il 4%, quello dei Treasury al 4,38%. Venerdì sera Moody’s ha lanciato un monito: la guerra si fa sentire sulle prospettive dell’economia italiana e in effetti il pil reale del 2026 registrerà un progresso dello 0,7% e non dello 0,8% come indicato in precedenza. Inoltre l’inflazione si porterà al 2,1% (precedentemente la stima era all’1,8%).
Mps sotto i riflettori, Inwit in calo
A Piazza Affari sotto i riflettori Banca Mps , mentre è scattato il conto alla rovescia per l’assemblea dei soci di metà mese, con il cda e l’ad, Luigi Lovaglio, ormai ai ferri corti. Scende la controllata Mediobanca . Il valore del greggio spinge le azioni oil e in primis le Eni,mentre continuano a perdere quota le Inwit , ormai nell’occhio del ciclone dopo la diatriba sui contratti con le compagnie telefoniche. Sale invece Telecom Italia . Fuori dal paniere principale Trevi Fin e Bff non riuscivano a fare prezzo in avvio e poi, una volta entrate in contrattazione, hanno registrato ribassi a doppia cifra. La prima a seguito della presentazione dei conti e del piano, la seconda dopo la notizia che Bankitalia ha nominato due commissari in temporaneo affiancamento al cda per coadiuvarlo nel rapido risanamento dell’istituto.
Euro stabile poco sopra 1,15 dollari
Sul fronte dei cambi, l’euro è abbastanza stabile a 1,1515 dollari, mentre perde quota sullo yen a 183,89. Il dollaro-yen è scambiato a 159,7 (-0,35%). Il Bitcoin è scambiato a 67.256 (+1,48%). L’oro quota 4.527 dollari l’oncia (+0,77%).
