Le accuse mosse da Donald Trump nei confronti di Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve, sono costate caro. La protagonista della vicenda ha comunicato l’esistenza di ingenti donazioni per sostenere la propria difesa legale: quasi 1,2 milioni di dollari.
La vicenda e le accuse
Cook ha iniziato il suo mandato nel 2022, diventando la prima donna afroamericana a essere nominata nel Consiglio dei governatori della Federal Reserve. Nell’agosto scorso, il presidente Trump ha tentato di rimuoverla dall’incarico sulla base di presunte irregolarità legate a mutui immobiliari. Accuse che la governatrice ha da subito contestato. I tribunali inferiori hanno finora bloccato il tentativo di licenziamento e la questione è ora approdata alla Corte Suprema, che dovrebbe pronunciarsi entro la fine del mese.
La dichiarazione dell’economista americana, resa pubblica dall’Office of Government Ethics, indica pagamenti per servizi legali pari a 696.346 dollari da parte dello State Democracy Defenders Fund e a 477.951 dollari da parte dell’organizzazione non profit Contina Impact. Quest’ultima ha inoltre versato 143.908 dollari per servizi di sicurezza, mentre spese analoghe sono state sostenute anche da tre amici personali di Cook.
Lo State Democracy Defenders Fund è attualmente nel mirino dei repubblicani al Congresso, che stanno mettendo in discussione la coerenza tra l’utilizzo dei fondi e le finalità pubblicamente dichiarate dall’ente.
Il caso Cook si inserisce in un quadro più ampio di tensione tra la Casa Bianca e la Federal Reserve durante il secondo mandato di Trump. Il presidente ha più volte criticato la banca centrale per la sua riluttanza a tagliare i tassi di interesse, mentre la Fed ha continuato a difendere una linea di prudenza monetaria. Le pressioni politiche hanno coinvolto anche l’ex presidente Jerome Powell, finito al centro di un’iniziativa del Dipartimento di Giustizia poi sostanzialmente conclusa.
