
Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), la guerra in Medio Oriente sta creando la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale. Con Hormuz di fatto bloccato, gli esportatori del Golfo stanno spostando i flussi verso oleodotti che aggirano lo stretto.
La Iea ha già registrato un utilizzo di queste rotte alternative, che stanno costantemente aumentando. L’Arabia Saudita, ad esempio, sta spostando i flussi verso il suo oleodotto Est-Ovest in direzione del porto di Yanbu sul Mar Rosso. Questi flussi sono aumentati da una media di 1,7 milioni di barili al giorno (mb/g) nel 2025 a 5,9 mb/g il 9 marzo. L’oleodotto dovrebbe raggiungere la sua capacità massimo di 7 mb/g in poco tempo.
Gli Emirati Arabi Uniti stanno compiendo una mossa simile, aumentando le esportazioni attraverso l’oleodotto Habshan-Fujairah, che dirotta i flussi verso il porto di Fujairah, sul Golfo dell’Oman. Anche in questo caso si è registrato un aumento di circa 1 mb/g rispetto a prima della crisi, e tra l’1 e il 10 marzo è stata raggiunta una media di 1,8 mb/g, la capacità massima dell’oleodotto.
