Hermès, primo trimestre inferiore alle attese a causa dalla guerra in Medio Oriente

Risultati inferiori alle attese per il gruppo francese del lusso Hermès nel primo trimestre, a causa dell’impatto del conflitto con l’Iran sui consumi, in particolare in Medio Oriente e in Francia, dove il calo dei flussi turistici ha inciso sugli acquisti di beni di alta gamma.

Le vendite di prodotti iconici come le borse Birkin e Kelly, le sciarpe in seta e i profumi sono cresciute del 6% a cambi costanti, al di sotto del consenso degli analisti (Visible Alpha) che indicava un incremento del 7,1%. L’effetto negativo dei cambi, pari a 290 milioni di euro, ha portato a una contrazione dell’1% dei ricavi a livello reported, scesi a 4,07 miliardi di euro dai 4,13 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il gruppo ha comunque visto una crescita a doppia cifra in America, Giappone ed Europa (esclusa la Francia).

«In un contesto geopolitico teso, Hermès mantiene la propria rotta, restando fedele alla strategia di lungo periodo. Sostenuta da un’elevata creatività, da standard qualitativi senza compromessi e dalla fedeltà della propria clientela, Hermès prosegue nel 2026 il proprio percorso di crescita profittevole con fiducia e determinazione. I fondamentali del modello Hermès si confermano più che mai un fattore distintivo di forza» commenta Axel Dumas, executive chairman of Hermès.

Hermès, che si rivolge a una clientela ultra-wealthy con borse che partono da circa 13.000 dollari, ha evidenziato come il rallentamento dei flussi turistici legato al conflitto abbia colpito in particolare le vendite nei punti vendita in concessione negli aeroporti e in Medio Oriente, oltre che in mercati chiave come Regno Unito, Italia e Svizzera, dove la clientela del Golfo rappresenta un driver rilevante.

Il mercato medio-orientale

Nel dettaglio geografico, il Medio Oriente ha registrato una flessione del 6% a cambi costanti, con ricavi pari a 160 milioni di euro rispetto ai 185 milioni del primo trimestre 2025. Pur rappresentando solo il 4,4% del fatturato complessivo, la regione era stata la più dinamica per il gruppo lo scorso anno.

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