Iran, da Teheran nuova proposta per rimandare negoziati sul nucleare dopo riapertura Hormuz

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La leadership iraniana è divisa sulle concessioni da fare. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in Russia per un incontro con Putin

Araghchi: «Incontro con Putin sarà importante per gli sviluppi della guerra»

L’incontro con Putin «sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra». Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, «proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali». Ha affermato che l’incontro con il presidente russo previsto per oggi «sarà una buona opportunità per fare il punto sulla situazione attuale. Sono fiducioso che queste consultazioni e il coordinamento tra i due Paesi in questo ambito saranno di particolare importanza», ha aggiunto. Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato «molto produttivo» e ha comportato «buone consultazioni», durante le quali i funzionari «hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire». Durante la sua visita in Oman, Araghchi ha affermato che le due parti hanno avuto colloqui sullo Stretto di Hormuz: «L’Iran e l’Oman sono i due Stati costieri dello Stretto di Hormuz, il che rende necessarie consultazioni reciproche, soprattutto perché la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto è diventata una questione globale di grande rilevanza», ha dichiarato. «È naturale che, in quanto due nazioni costiere di questo Stretto, dobbiamo dialogare per garantire che i nostri interessi comuni siano tutelati e per rimanere coordinati in qualsiasi azione intrapresa, poiché gli interessi sia dell’Iran che dell’Oman sono direttamente coinvolti». Araghchi ha aggiunto che vi è stato un «alto grado di consenso» tra Iran e Oman e che le due parti hanno concordato «che le consultazioni debbano proseguire a livello di esperti». Per quanto riguarda il Pakistan, questo Paese «ha svolto un ruolo importante nella mediazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti di recente, ed era necessario discutere degli ultimi sviluppi», ha affermato.

Israele, Ft: i principali rivali di Netanyahu uniscono i propri partiti

Gli ex primi ministri israeliani Naftali Bennett e Yair Lapid hanno unito i loro partiti politici in vista delle elezioni di quest’anno, nel tentativo di spodestare Benjamin Netanyahu, a caccia del suo settimo mandato come primo ministro. Questa mossa render il nuovo partito – chiamato “Insieme” – il più grande nei sondaggi. «L’unità tra noi è un messaggio a tutto Israele: l’era delle divisioni è finita. È arrivato il tempo della ricostruzione. Quando combattiamo insieme, vinciamo», ha dichiarato Bennett in una conferenza stampa con Lapid. I consensi del partito di Lapid sono calati bruscamente nell’ultimo anno, mentre Bennett e altri politici anti-Netanyahu hanno guadagnato popolarità. Secondo gli analisti, questo spiega la disponibilità di Lapid a cedere la leadership. «Mettiamo da parte l’ego e facciamo ciò che è meglio per questo Paese», ha detto Lapid in conferenza stampa.

Iran, Araghchi: «Approccio Usa ha causato il rinvio dei negoziati»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivando in Russia, ha affermato che è stato l’approccio degli Stati Uniti a «causare il rinvio dei negoziati» che erano stati programmati a Islamabad, in Pakistan. «Quelli precedenti, nonostante i progressi compiuti, non erano riusciti a raggiungere i propri obiettivi», ha aggiunto, attribuendo la colpa a quelle che ha definito le «richieste eccessive» di Washington.

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