Nasceranno 13 sistemi integrati per sostituire gli attuali 41 scali italiani: lo prevede il nuovo Piano nazionale aeroporti per il 2026-2035 che stima entro quella data 305 milioni di passeggeri dagli attuali 230 milioni. Atteso da tempi dagli operatori, il piano prende spunto dall’esperienza della regione Puglia ed è destinato a rivoluzionare il sistema dei trasporti italiani.
Il documento strategico messo a punto dal Mit e affidato all’Enac è stato presentato a Roma alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e dei rappresentanti istituzionali, operatori del settore e parti sociali. L’idea è quella di superare il concetto di bacino di utenza puntando alle capacità degli aeroporti anche minori, salvaguardando le realtà locali. Sostenibilità, digitalizzazione e innovazione tecnologica sono i principi pilastri su cui si basa il piano che lascia spazio alla integrazione intermodale con il sistema ferroviario per migliorare l’accessibilità e ridurre l’impatto ambientale.
Il progetto individua diverse aree strategiche: Nord Est, Nord Ovest, Milano con gli scali di Linate e Malpensa, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Roma Fiumicino, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia occidentale e orientale e Sardegna. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo del traffico cargo, oggi concentrato soprattutto su Milano Malpensa, con l’obiettivo di estenderlo anche agli aeroporti di Brescia, Grottaglie, Roma e Bologna.
L’idea delle aree aeroportuali integrate nasce dall’esperienza della Puglia, dove gli scali regionali – Bari, riconosciuto di rilevanza internazionale, Brindisi, Foggia e Taranto-Grottaglie – hanno adottato da anni, primi in Italia, un modello di gestione sinergica. Come ha spiegato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile: «Mettere in rete gli aeroporti pugliesi secondo logiche di cooperazione, sostenibilità, intermodalità, digitalizzazione, superando una visione frammentata degli scali, ci ha consentito di rafforzare la competitività della Puglia. Il fatto che il nostro modello, prima e unica rete aeroportuale italiana, venga assunto come riferimento è motivo di orgoglio».
Il piano pone al centro i temi della sostenibilità, attraverso l’utilizzo di carburanti alternativi, e della digitalizzazione, con lo sviluppo delle torri di controllo digitali: la prima torre di controllo di digitale si trova a Brindisi da dove viene controllato il traffico di 13 aeroporti minori. Attenzione particolare viene riservata anche all’intermodalità, con l’integrazione tra trasporto aereo e ferroviario. Nel documento trova spazio anche il futuro della mobilità urbana, con i velivoli elettrici a decollo verticale (eVTOL), pensati per migliorare la connettività tra città e aeroporti e allo spazioporto: Grottaglie sarà un hub peri i voli suborbitali e per le nuove attività aerospaziali.
