Dopo il roboante annuncio di Donald Trump secondo cui Usa e Russia avrebbero siglato un patto sullo stop agli attacchi alle infrastrutture energetiche in Ucraina, scendono il gelo e il mistero sull’accordo. Nessuna conferma ancora dalla Russia e l’indiscrezione del sito americano Axios secondo cui non c’è stata alcuna intesa. La Russia non ha accettato al momento alcun cessate il fuoco: l’annuncio di Donald Trump sulla “tregua energetica” faceva riferimento a un possibile accordo che prevede la cessazione da entrambe le parti degli attacchi alle raffinerie, ha detto un funzionario della Casa Bianca ad Axios, sottolineando che se smetteranno gli attacchi alle raffinerie, potrebbe seguire un accordo per interrompere le azioni contro le centrali elettriche e le reti energetiche.
Secondo Axios, la proposta «raffineria per raffineria» a cui faceva riferimento Trump nel post sul suo social Truth è «sbilanciata» perché l’Ucraina ha un’unica raffineria di petrolio che è stata attaccata più volte dai russi e non è pienamente operativa. La Russia, invece, ha una vasta serie di raffinerie. «Trump sembra cercare di far sì che una tregua parziale diventi realtà facendo leva sulla sua volontà. Per il momento, però, la Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco, mentre l’Ucraina ne chiede una che vieti gli attacchi alle centrali elettriche», afferma Axios. La Casa Bianca ha messo in guardia che gli attacchi dell’Ucraina alle raffinerie russe stanno danneggiando i rapporto fra Volodymyr Zelensky e Trump. Il presidente «è furioso. Pensa che Zelensky dia per scontata l’America”, ha detto un funzionario.»
Ore dopo l’annuncio del presidente Trump su una tregua agli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina, Mosca mantiene il silenzio. Anzi, l’agenzia Tass non annovera l’annuncio del tycoon nella sintesi delle notizie di giornata sulla «operazione speciale», ovvero la guerra in Ucraina. Il tycoon aveva già annunciato una simile intesa a metà settembre, che evidentemente non ha trovato conferme ufficiali, soprattutto sul terreno di conflitto.
Gli Stati Uniti invece starebbero minacciando di bloccare il sistema di approvvigionamento che fornisce armi all’Ucraina, nel tentativo di spingere Kiev a sospendere gli attacchi in profondità contro le infrastrutture energetiche russe, ha riferito domenica il Financial Times, citando funzionari europei. Secondo l’articolo, i funzionari – che hanno ricevuto telefonate da rappresentanti statunitensi o sono stati informati in merito – hanno riferito che gli Stati Uniti stanno facendo pressioni sulle capitali europee e su Kiev per cercare di porre fine agli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe. Reuters ha chiesto un commento alla Casa Bianca che non ha risposto.
Il messaggio degli Stati Uniti includeva la minaccia di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence e il meccanismo PURL (Prioritised Ukraine Requirements List), utilizzato per l’approvvigionamento di armi statunitensi destinate all’Ucraina, aggiunge il rapporto.«Stanno chiamando Kiev… Stanno chiamando tutti [in Europa]», ha dichiarato un funzionario che ha ricevuto una telefonata da un rappresentante della difesa statunitense, secondo quanto riportato nell’articolo. La notizia giunge dopo che, domenica, il presidente Trump ha annunciato a sorpresa una tregua energetica tra Russia e Ucraina – a suo dire «con effetto immediato» – riguardo alla quale il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha tuttavia affermato di essere ancora in attesa di conoscere i dettagli dell’accordo. «Con effetto immediato, c’è una TREGUA ENERGETICA nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela!» aveva scritto Trump.
