«Accogliamo con favore l’interesse verso Montepaschi: la rinascita degli ultimi anni ci ha portato a diventare un attore di primo piano, altamente attraente, e quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato».
Il ceo di Mps Luigi Lovaglio, intervenendo alla Mediobanca Ceo Conference, parla per la prima volta al mercato dopo il lancio dell’Opas da 30,6 miliardi da parte di Intesa Sanpaolo, arrivata mentre sul tavolo resta anche la proposta di fusione amichevole avanzata da Banco Bpm.
Lovaglio ha sottolineato come oggi sia dovere del management esaminare tutte le opzioni disponibili. «C’è un processo, ci sono delle regole e voglio attenermi a queste: con il consiglio di amministrazione siamo completamente impegnati ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti, e questo è un dovere che mi sento di confermare al mercato».
Il messaggio al mercato è chiaro: Mps non chiude la porta a nessuna ipotesi, ma rivendica il percorso compiuto negli ultimi anni e punta a far emergere pienamente il valore della banca. «Per noi è importante continuare a lavorare in questa direzione – aggiunge Lovaglio – perché credo davvero che il nostro dovere sia quello di rendere il valore di Monte Paschi ancora più riconoscibile di quanto non lo sia oggi. E credo che questo porterà benefici a tutti gli stakeholder e a tutti gli azionisti della banca».
Nel frattempo, il manager conferma come l’integrazione tra Mps e Mediobanca sia «on track». Una conferma arrivata anche dal board di ieri, con cui la banca ha avviato l’attuazione del piano di riorganizzazione del gruppo approvato il 17 febbraio. I consigli di amministrazione di Mps, Mediobanca Premier e Widiba hanno infatti dato il via libera unanime ai progetti che prevedono il conferimento delle attività di corporate & investment banking, del private banking di fascia alta, delle branch estere di Mediobanca e della partecipazione in Generali in una nuova Mediobanca, controllata al 100% da Mps. Parallelamente è prevista l’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier e Widiba. «L’integrazione procede secondo i tempi previsti e nel perimetro definito – dice il manager – e questo rafforza ulteriormente la logica industriale che sta alla base del progetto». Per Lovaglio «sempre di più, parlando con gli investitori, ritengo che la combinazione tra Mediobanca e Monte dei Paschi rappresenti una delle migliori iniziative per affrontare ciò che sta accadendo nel mercato e per offrire ai clienti servizi unici e completi». Secondo il banchiere, Mps ha davanti «una grande opportunità perché siamo tra gli operatori più dinamici. Dobbiamo rendere ancora più visibili e riconoscibili le nostre eccellenti franchise, combinando uno storico marchio iconico come Monte dei Paschi con un altro marchio iconico come Mediobanca». Si tratta di «un’opportunità unica per il mercato, che potrà beneficiare di servizi distintivi. Allo stesso tempo, è un’opportunità straordinaria anche per le nostre persone, che potranno partecipare a uno dei progetti più attrattivi dell’ultimo decennio».
